Cruise Venice: «Sarà la fine» E i No Nav: «Primo passo»
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fonte:
- Corriere del Veneto
VENEZIA – Vtp, la società di gestione della Marittima, per ora tace. «Parleremo domani (oggi, ndr ) con dati più precisi», spiegano, ma secondo i primi conteggi le limitazioni imposte dal governo sono pesanti: circa 60 navi in meno nel 2014 e addirittura 180 nel 2015, con oltre un milione di passeggeri, ovviamente se le compagnie dovessero decidere di non sostituire le navi «fuorilegge» con quelle più piccole. Tace anche Clia, il sindacato delle compagnie. Chi invece va all’ attacco è Cruise Venice, il comitato nato al porto di Venezia per opporsi all’ altro comitato, quello No grandi navi. «Il limite di 96 mila tonnellate è assurdo, irrazionale, privo di ogni fondamento scientifico – dice il presidente Massimo Bernardo – Finirà per mettere in ginocchio il porto di Venezia e ne segnerà la fine. Complimenti». A poco dunque sembra valere il successo sulla Marittima, che rischiava di essere «pensionata» anzitempo, e sul Contorta. E infatti anche il presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, non esulta: «La limitazione del tonnellaggio mette in ginocchio il comparto delle crociere con il rischio che le compagnie lascino Venezia». Dalle reazioni pare dunque che la guerra tra i due fronti si sia conclusa con un sostanziale pareggio. E infatti la dichiarazione dei No Nav è esattamente speculare. «Incassiamo quel po’ di buono che c’ è nella decisione romana, una prima vittoria della nostra mobilitazione che ha portato a livello mondiale lo scandalo del crocerismo a Venezia – dice il portavoce Silvio Testa – ma la battaglia prosegue». «Per la prima volta da dieci anni a questa parte il traffico dei mostri del mare si ridurrà – aggiunge Beppe Caccia, consigliere veneziano di «In Comune», vicino ai No Nav – Ma è grave che il governo abbia sposato in maniera acritica la proposta della lobby della crocieristica sul Contorta». E anche il deputato di Sel Giulio Marcon giudica il blocco parziale «un segnale importante», mentre è «inaccettabile» il nuovo canale. «Grazie di cuore alle quasi 100mila persone che hanno sostenuto questa petizione con la loro firma», dice il regista Gabriele Muccino, che aveva lanciato due settimane fa il suo «no» alle grandi navi su Change.org. C’ è poi il fronte dei «moderati», che si dicono soddisfatti delle indicazioni del governo. A partire da chi dell’ esecutivo fa parte, ovvero Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali, il cui ministro Massimo Bray era presente all’ incontro. «Con la decisione di oggi il governo dà un segnale forte alla città di Venezia e per la tutela del nostro patrimonio culturale – dice l’ ex presidente del Fai – Mi auguro che tracci il solco verso un nuovo modello di turismo compatibile con il nostro delicato patrimonio culturale». «E’ stato fissato un importante punto di non ritorno: mai più giganti del mare nel cuore della città – dicono i deputati veneziani del Pd Andrea Martella e Michele Mognato – E’ stata data insomma risposta ad un’ emergenza che metteva a rischio la sicurezza e l’ ambiente, garantendo la tutela della città e la portualità veneziana». «È davvero molto positivo che il governo abbia deciso un intervento forte, ma ora tocca con assoluta celerità alle istituzioni locali stabilire l’ alternativa», aggiunge Laura Puppato, senatrice dello stesso partito. «Oggi si mette la parola fine ad una situazione vergognosa, dove turisti e veneziani erano costretti ad assistere alla sfilata quotidiana di navi di proporzioni abnormi», conclude il presidente del Codacons Carlo Rienzi, il cui esposto in procura ha portato all’ apertura di un fascicolo da parte del pm Giorgio Gava. A.Zo. RIPRODUZIONE RISERVATA.
a.zo.
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