Codacons: «Il 2014? Sarà peggio Troppe le tasse e pochi i redditi»
-
fonte:
- La Sicilia.it
I PRODUTTORI «Previsione di crescita per il 2014? Un errore». Per il Codacons la previsione dell’ Istat per il prossimo anno, di possibile risalita, per quanto lieve, è “sballata”, perchè priva di collegamento con la realtà. Per l’ associazione dei consumatori, nonostante sia prevista una risalita decisamente insignificante, resta da capire come si possa ipotizzare che le famiglie possano spendere di più, avendo finito i soldi e non avendo alcuna riduzione di tasse. Anzi. Il Codacons ritiene che la situazione generale potrebbe andare a peggiorare, «visto che l’ eliminazione dell’ Imu sulla prima casa è già integralmente compensata dall’ aumento dell’ Iva. «E in più c’ è la Trise (il nuovo tributo sulle proprietà immobiliari), che se non verrà corretta dal Parlamento finirà per essere peggio dell’ Imu stessa, dato che colpirà maggiormente i ceti più poveri che già non pagavano l’ Imu grazie alle detrazioni. «Insomma l’ Istat farebbe bene a non fare previsioni e congetture e a limitarsi a fornire dati reali, oggettivi, quantitativamente verificabili». Secondo l’ associazione è più probabile che la capacità di spesa delle famiglie continui a contrarsi. E tutto ciò a dispetto di qualsiasi politica di abbattimento dei prezzi, per quanto questa eventualità potrebbe contribuire a frenare la paventata contrazione. La partita, dunque, si giocherebbe proprio sulla capacità di riuscire a contenere la nuova ondata negativa che potrebbe investire i consumi l’ anno prossimo. La teoria del Codacons è supportata dal parere di Confeuro, istituto che si occupa dell’ andamento dei mercati, per capacità sia di spesa sia di produzioni. Secondo quanto verificato dall’ Ente, il Pil è sceso di circa due punti percentuali (e non salito come era stato preventila ricerca di offerte o promozioni; il 42% fa la scorta con i formati convenienza; il 24% elimina gli sprechi e torna a fare cucina di recupero; il 16% rinuncia del tutto a pranzi o cene fuori casa, mentre un 28,2% li ha notevolmente diradati. Una vero circolo vizioso: si abbassano i consumi e soffrono i settori produttivi, comportando l’ inevitabile calo dei livelli occupazionali. E dove c’ è disoccupazione c’ è povertà e quindi impossibilità di spendere. E si torna al punto di partenza. È lucido il Codacons nell’ esame globale della situazione in cui versa l’ economia locale. Un quadro che ha ben dipinto anche l’ Unione consumatori provinciale, che per prima ha lanciato l’ allarme sulle difficoltà delle famiglie e sull’ esigenza di adottare urgenti e adeguate politiche per far sì che non crollassero i mercati. Ma a nulla sono valsi i solleciti e tutte le iniziative promosse, come quella del costante monitoraggio dei prezzi, per informare i consumatori ma anche per stimolare i venditori verso il ribasso.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
