2 Novembre 2013

La Asl le chiede il rimborso di un euro

La Asl le chiede il rimborso di un euro

 wSASSARI Un euro e tre centesimi di debito per le trattenute sui buoni pasto di tre anni fa. È la somma che una dipendente della Asl numero 1 di Sassari, da pochi mesi in pensione, si è vista richiedere per posta dall’ azienda sanitaria locale per cui ha lavorato tutta la vita. Quando ha aperto la lettera – per il cui invio la Asl ha speso non meno di 70 centesimi – la neo pensionata non voleva credere ai suoi occhi. Eppure non era uno scherzo: «recupero quota buoni pasto a carico del dipendente» recita l’ oggetto della missiva con carta intestata, poche righe più giù ci sono le modalità per mettersi a posto con la coscienza e in regola con la direzione dell’ azienda con sede in via Monte Grappa. «Si comunica che nella corrente mensilità – ha scritto il servizio gestione e sviluppo delle risorse umane – si è provveduto a conguagliare le trattenute a carico del dipendente relativamente ai buoni pasto consegnati nell’ anno 2010. La somma netta da recuperare di 1,03 euro dovrà essere versata con le seguenti modalità: alle casse ticket aziendali, tramite bonifico o bollettino postale». La storia ricorda molto quella di un pensionato di Riccione che due settimane fa si era visto recapitare la richiesta di restituzione di un centesimo da parte dell’ Inps. Con lui l’ istituto nazionale di previdenza sociale era stato anche più accomodante rispetto alla Asl di Sassari, concedendogli – se lo avesse voluto – di «verificare la possibilità di rateizzare il rimborso». Non sapendo in che modo rateizzare un centesimo il pensionato si era rivolto al Codacons . E l’ associazione dei consumatori non aveva perso tempo nell’ annunciare un esposto alla Corte dei conti. «La pratica avviata dall’ Inps per ottenere il misero centesimo – aveva detto il Codacons – costa enormemente di più rispetto alla somma da incassare. Chiederemo alla Corte dei conti di accertare chi sia il funzionario che ha autorizzato questa richiesta, affinché risarcisca di tasca sua i danni prodotti dall’ inutile costo della procedura avviata nei confronti del pensionato». Poche ore dopo il funzionario era stato rimosso dal suo incarico per «mancato controllo». Il provvedimento, annullato d’ ufficio dall’ istituto di previdenza, era vietato infatti da una procedura che impedisce il recupero debiti sotto i 12 euro. Stessa sorte, se anche il regolamento della Asl numero 1 di Sassari contemplasse una procedura simile, potrebbe toccare al responsabile del servizio che ha richiesto un euro e tre centesimi all’ ex dipendente. Diversamente la pensionata dovrà rinunciare a un caffè e mettersi la coscienza in pace e in regola con l’ azienda sanitaria. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this