31 Ottobre 2013

Caro estinto, due novembre tra disagi e proteste

Caro estinto, due novembre tra disagi e proteste

IL CASO Commemorazione dei defunti tra proteste e ricerca del low cost anche per la spesa dei fiori. C’ è chi in questi giorni di visite e preghiere trova chiuso l’ accesso per omaggiare le tombe dei propri cari e chi, tra i commercianti denuncia la piaga degli abusivi. Sullo sfondo, la corsa all’ acquisto di crisantemi e garofani tra ricerca di sconti e qualche rincaro. La prima protesta riguarda il cimitero monumentale dove alcuni cittadini segnalano la chiusura della chiesa, utilizzata per depositare le bare quando la camera mortuaria è chiusa. Al di là dell’ impossibilità di entrare e pregare, il problema riguarda l’ accesso alle tombe che si trovano sul lato sinistro e alle quali si arriva tramite una porta collocata a metà navata. «Avendo trovato chiuso, non abbiamo potuto raggiungere le tombe», segnalano alcuni cittadini, tornando a puntare il dito anche sullo sporco causato dai piccioni. I cimiteri di Monterone e Ponte della Pietra, nei giorni scorsi sono stati oggetto di un sopralluogo del sindaco Wladimiro Boccali e dell’ assessore Monia Ferranti. I quali, riconoscendo la necessità di attenzione e sensibilità verso le 54 strutture perugine, hanno anche ammesso le criticità legate alle risorse necessarie per il comparto e al momento non disponibili. «Ne servirebbero di più ? dicono ? almeno per il restauro di alcune parti del cimitero monumentale e per completare le opere di urbanizzazione di Ponte della Pietra». Intanto, anche se i venditori giurano che non ci sono aumenti rispetto a un anno fa, il timore per il caro-fiori porta molti perugini, anziani in particolare, a fare tappa fissa nei mercatini settimanali della città. «Abbiamo notato che molti rinunciano ai fiori recisi ? osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria ? a vantaggio di piantine piccole e medie. Non a caso già in questi giorni, al posto dei crisantemi si vedono sempre più spesso vasetti fioriti: con un minimo di cura, durano anche mesi e rifioriscono. Una forma per tagliare la spesa e superare la volatilità del fiore tradizionale». A proposito di fiori e vendite, con l’ avvicinarsi del ponte di Ognissnti, tornano anche le proteste degli operatori del settore e le polemiche sui venditori improvvisati. «L’ abusivismo svilisce una figura professionale che altrove in Europa è tutelata anche da un’ adeguata formazione professionale», spiega Renato Ceccarelli, presidente provinciale Federfiori. «Un fenomeno che crea danni al consumatore finale, che non ha alcuna garanzia sulla qualità del prodotto, e all’ erario: il venditore abusivo è l’ ultimo anello di una catena ben strutturata che opera in totale dispregio delle norme commerciali e fiscali che non di rado ha collegamenti anche con la criminalità organizzata». Da qui la richiesta di maggiori e più efficaci controlli avanzata dalla categoria. Non a caso, in alcune città italiane è già scattata l’ operazione ?fiori sicuri? della guardia di finanza: per contrastare il sommerso, ma anche per tutelare i consumatori contro il caro-fiori. Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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