26 Ottobre 2013

Torna l’ ora solare, ma il Codacons vuole eliminarla: ”Dà solo disturbi e disagi”

Torna l’ ora solare, ma il Codacons vuole eliminarla: ”Dà solo disturbi e disagi”

Roma, 26 ott. (Adnkronos/Ign) – Andremo a dormire con l’ ora legale e ci sveglieremo con quella solare . Alle 3 di domenica mattina bisognerà infatti portare le lancette dell’ orologio indietro di un’ ora. Nei Paesi dell’ Unione europea l’ ora legale inizia l’ ultima domenica di marzo e termina l’ ultima domenica di ottobre; e, alle stesse convenzioni, si attiene la Svizzera. Per ritornare all’ ora legale dovremo aspettare la notte tra il 29 e il 30 marzo del prossimo anno. L’ ora legale è stata introdotta per sfruttare la luce del Sole e, quindi, ridurre i consumi energetici, una vera e propria necessità durante la crisi petrolifera degli anni ’60-’70. Il maggiore risparmio energetico si registra ad aprile e ottobre. La prima teoria dell’ ora legale risale al Settecento con Benjamin Franklin, l’ inventore del parafulmine. Franklin comprese che facendo adattare l’ orario ai cambiamenti della luce durante l’ estate si sarebbe risparmiato molto in energia. In Italia l’ ora legale è stata introdotta per la prima volta nel 1916 e adesso c’ è chi propone di farla valere tutto l’ anno, eliminando l’ ora solare . E’ il Codacons a sottolineare che, secondo alcuni studiosi americani, lo sfasamento di un’ ora determinerà disturbi del sonno in un bambino su due e che risintonizzare i ritmi biologici determina un disagio per l’ organismo, anche negli individui adulti. In base a una ricerca effettuata dal Codacons nel 2008, l’ iniziativa sarebbe condivisa dall’ 80% degli italiani. “In tal modo – sostiene in una nota il segretario nazionale, Francesco Tanasi – si avrebbe il vantaggio di recuperare l’ ora di luce anche in inverno, senza subire però il costo economico e il disagio legato all’ aggiustamento dell’ orario: aggiornamenti dei sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto, problemi nelle transazioni finanziarie, ecc.. Inoltre nel risparmio vanno conteggiati tutti i costi relativi ai problemi di insonnia e sonnolenza che incidono pesantemente sulla produttività nella prima settimana lavorativa successiva al cambio”.
 

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