27 Ottobre 2013

MPS: ADUSBEF E CODACONS DENUNCIANO IL PRESIDENTE DELLA BCE MARIO DRAGHI

MPS: ADUSBEF E CODACONS DENUNCIANO IL PRESIDENTE DELLA BCE MARIO DRAGHI

 

PER LA LETTERA SUGLI AIUTI DI STATO SCRITTA ALLA COMMISSIONE UE

 

 

 

Adusbef e Codacons hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro Mario Draghi. Al centro della denuncia delle due associazioni, le indebite pressioni del Presidente della Bce nei confronti della Commissione Europea in fatto di aiuti di Stato alle banche.
Come riportato in questi giorni dai mass media, infatti, Draghi avrebbe inviato nel luglio scorso una lettera al vicepresidente della Commissione europea Almunia, relativa all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato agli istituti di credito.
“Una conversione forzata del debito in azioni potrebbe non essere giustificata in alcuni casi, come quando una banca, dopo la revisione sulla qualità degli attivi, ha un livello di capitale superiore a quello minimo richiesto ma inferiore al tetto fissato negli stress test, oppure ha bisogno di capitale aggiuntivo per qualsiasi altro motivo e la ricapitalizzazione attraverso un aumento di capitale è ritenuta non fattibile in quel momento”. In questo scenario, spiega il numero uno dell’Eurotower, ”la banca non è in fallimento, è solvibile ma il supervisore chiede un aumento di capitale per migliorare la fiducia”. In alcune circostanze, quindi ”gli aiuti di Stato dovrebbero essere possibili per ricapitalizzare le banche in via precauzionale”.
“Non v’è chi non veda come l’invito del Presidente della BCE ad elaborare “eccezioni” su misura per gli istituti bancari rappresenti una evidente forzatura della disciplina applicabile in punto di aiuti di Stato – scrivono Adusbef e Codacons nell’esposto – anche considerando che la predetta strategia sembra essere surrettiziamente indirizzata al forzato “salvataggio” del gruppo Monte dei Paschi di Siena. In punto di disciplina comunitaria, infatti, le misure di sostegno finanziario concesso attraverso risorse pubbliche che siano idonee ad attribuire un vantaggio economico a talune imprese e ad incidere sulla concorrenza sono in principio incompatibili con il diritto dell’Unione, pur contemplando, alcune deroghe. Tra le altre circostanze, inoltre, risulta dover essere accertata la responsabilità dell’attuale Presidente BCE in relazione alla omessa vigilanza  e controllo sulla vicenda che vede coinvolta MPS quando lo stesso aveva la carica di governatore della Banca di Italia – rilevante ai fini ai fini del disposto di cui all’art. 40 comma 2 secondo cui non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”.
Le due associazioni hanno dunque chiesto alla procura di Roma di accertare la sussistenza di condotte penalmente rilevanti in riferimento alla violazione degli artt. 414 e 415 c.p. in relazione alle condotte di Draghi, e di disporre il sequestro delle comunicazioni intercorse tra il Presidente della BCE e il vice-presidente della Commissione europea e il Presidente dell’Eurogruppo e ai governatori di Eurolandia.

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