>ANSA-FOCUS/ Rai: Fico frena su ipotesi vendita,altolà sindacati
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fonte:
- Ansa
(di Claudia Fascia) (ANSA) – ROMA, 28 OTT – La Rai non si vende. Il coro si è alzato, tra politici, sindacati, associazioni dei consumatori, dopo le affermazioni del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa, ha prospettato l’ipotesi di privatizzare la Rai. “In questo momento non si può vendere nulla se prima non si affrontano in modo serio due questioni fondamentali da anni rinviate: legge sull’antitrust e legge sul conflitto di interesse”, ammonisce su Facebook Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai, che nella seduta di mercoledì, in cui saranno ascoltati la presidente Anna Maria Tarantola e il dg Luigi Gubitosi sul contratto di servizio, sicuramente si troverà ad affrontare la questione privatizzazione. “Solo dopo aver risolto questi nodi – ha sottolineato Fico, al quale è già arrivata la richiesta di convocare Saccomanni in Vigilanza -, possiamo progettare un piano che porti alla rivisitazione, da un lato, dei canali e della loro proprietà, e, dall’altro, dell’assetto organizzativo dell’azienda stessa”. Per Fico “il principio del servizio pubblico va difeso e la Rai resta senza dubbio una risorsa da valorizzare. Proporre soluzioni affrettate non risolve i problemi e non ha senso se al primo posto dell’agire politico si pongono gli interessi dei cittadini”. Sulla stessa linea anche Michele Meta (Pd) secondo il quale “riappare ciclicamente quella mai sopita tentazione di privatizzare la Rai come se vendere ai privati la più grande azienda culturale del Paese sia la panacea ai mali del sistema radiotelevisivo o ai debiti dello Stato. Ciò che occorre fare è una riforma dei meccanismi di governance della Rai”. Qualche timida apertura si registra invece con Renato Brunetta (Pdl), d’accordo con “la privatizzazione progressiva della Rai” e con Della Vedova (Scelta Civica), già firmatario nel 2011 di una proposta di legge per la privatizzazione della tv pubblica, per il quale “è molto positivo che il tema delle privatizzazioni entri nell’agenda del governo Letta, sia nel senso della riduzione del debito, sia in quello di un complessivo ridisegno delle regole delle partecipazioni pubbliche. Non devono esistere tabù”. Sulla Rai, “patrimonio dello stato e un bene comune, che non si vende né si svende”, la Fnsi chiede chiarimenti al premier Letta: per il segretario Franco Siddi bisogna affrontare il tema della governance e del conflitto di interessi” e “sottrarre la Rai dal controllo dei partiti”. Contrari anche Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, per i quali “il Governo e i partiti politici devono superare l’idea che il risanamento economico del Paese passa per la cessione o la dismissione di asset industriali nodali per il sistema Paese”. “Sembra chiara – accusa lo Snater – l’esistenza di un disegno volto ad indebolire l’azienda in vista del 2016, quando la ricontrattazione della convenzione con lo Stato potrebbe rendere più semplici le manovre di ridimensionamento del servizio pubblico fino alla sua assegnazione a soggetti diversi dalla Rai, con conseguenze pesantissime soprattutto sul fronte dell’occupazione”. Chiedono che l’azienda resti pubblica anche le associazioni dei consumatori con Federconsumatori, Adusbef e Codacons in prima fila. Intanto Brunetta torna alla carica sul fronte compensi: “Vespa guadagna 6 milioni. Vespa è come Fazio, è inaccettabile. I milioni di Fazio sono come quelli di Vespa”, dice intervistato da Giovanni Minoli a Mix24 su Radio 24. (ANSA).
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