24 Ottobre 2013

Inferno sanità, cinque arresti

Inferno sanità, cinque arresti

Senza pietà nemmeno davanti alla morte. Corpi senza vita aperti come scatolette, sezionati e profanati per recuperare peacemaker, rubarli e piazzarli sul mercato nero degli impianti. E poi iniezioni abusive di formalina sulle salme, parcelle intascate in nero per le vestizioni in obitorio e in casa, decessi segnalati a imprese di onoranze funebri «amiche» che si accaparravano il lavoro e riesumazioni assegnate a ditte compiacenti. E’ uno spaccato da brivido quello che salta fuori dall’ operazione «Lazarus» degli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pesaro che dopo due anni di indagini hanno sgominato il cartello del «caro estinto». Cinque i necrofori arrestati (quattro dipendenti dell’ azienda ospedaliera Marche Nord e uno del Comune), due operatori cimiteriali dipendenti dell’ Aspes sottoposti a obbligo di dimora, mentre 27 sono i denunciati tra medici, dipendenti pubblici e impresari funebri. Le accuse, a vario titolo sono: peculato, truffa aggravata, rivelazione di segreto d’ ufficio ed esercizio abusivo della professione medica. Sdegno generale da parte dell’ azienda ospedaliera, Regione e Codacons: pronti a costituirsi parte lesa.

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