Casali: «Errore c’ era ma è stato sfortunato Romano ha pagato la bomba mediatica»
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fonte:
- Corriere Romagna
Una reazione a catena, insomma, dopo l’ esplosione del clamore mediatico in cui è finito, suo malgrado, proprio il direttore provinciale. Che riceve solidarietà anche dall’ assessore provinciale al Lavoro, Meris Soldati, pronta a definire il «provvedimento punitivo, eccessivo e incomprensibile». Rammarico da parte della Provincia, anche perché «in Romano il nostro Ente ha sempre trovato una persona disponibile, attento e aperto alla collaborazione tra istituzioni. Questo è un merito che non si cancella». Sullo stessa frequenza di pensiero il presidente Stefano Vitali: «A me il suo modo di lavorare piaceva, è un vero peccato». Si schiera in difesa anche Carlo Dall’ Ara, presidente dell’ Ordine dei consulenti del lavoro: «Un atto vergognoso, un’ ingiustizia clamorosa. Romano, che è il capro espiatorio, ha sempre risolto ogni problema che gli abbiamo sottoposto. Pensare che possa controllare ogni rimborso è allucinante». Contro la rimozione pure Gennaro Mauro, consigliere comunale Pdl, che sembra non avere dubbi: «Se si crede di combattere la mala burocrazia, punendo un dirigente e un funzionario dell’ Inps per aver fatto partire una raccomandata con la richiesta di rimborso di un centesimo, allora siamo lontano da una soluzione al malfunzionamento della pubblica amministrazione». Intanto dalla direzione nazionale dell’ Inps non vogliono rilasciare alcuna dichiarazione. Ieri però i confronti tra sede regionale e quella capitolina sono andati vanti: a Bologna è stato convocato proprio Romano, che tecnicamente è stato sospeso per decisione del direttore generale nazionale Mauro Nori ed è stato destinato ad altro incarico. Nessun demansionamento, comunque: per Romano resterà la qualifica di dirigente anche se non è scontato che gli sarà data un’ altra direzione, almeno a breve termine. Quello che da ambienti vicini all’ Inps hanno confermato, è che la pressione mediatica avrebbe giocato un ruolo determinante in questa scelta definita dolorosa. L’ ormai ex numero uno dell’ Inps Rimini avrebbe quindi pagato una responsabilità complessiva all’ interno di un singolo episodio. E dall’ Istituto di previdenza confermano: i direttori sono chiamati a rispondere in prima persone sull’ operato delle proprie sedi. Sul lavoro svolto a Rimini, comunque, al netto della vicenda del centesimo richiesto, i vertici regionali chiariscono che non c’ è stata alcuna recriminazione, tanto da definire Romano all’ altezza dei migliori direttori dell’ Emilia Romagna. RI MI NI . Si dice «dispiaciuto», perché «in fondo il provvedimento è stato un po’ troppo severo». Ma allo stesso tempo non ha dubbi: «L’ errore c’ è stato, nei contenuti nulla di grave, ma era troppo paradossale perché non facesse clamore mediatico». Chi parla è Claudio Casali, figlio di Emilio, il pensionato di 84 anni a cui è arrivata la richiesta dell’ Inps per la restituzione di 1 centesimo, accreditato erroneamente circa dieci anni prima. Signor Casali, ha visto com’ è andata a finire? Hanno rimosso il direttore Inps di Rimini. «Mi dispiace molto, umanamente mi dispiace ma credo che sia stato perché dietro c’ era una motivazione concreta». Il centesimo chiesto a suo padre. «Ecco, se è solo questo, se si tratta solo del singolo evento allora credo che sia stato un po’ eccessiva la rimozione. Ma anche io ho ricoperto il ruolo di manager nel mio lavoro e so come funziona». Lo può spiegare? «Se si fanno errori, grandi o piccoli, conta la risonanza mediatica e in questo caso è esplosa una bomba mediatica». Tornando indietro vi rivolgeresti ancora ai giornali o andreste direttamente all’ Inps? «Guardi, ripeto che mi dispiace ma sia chiaro: noi, io e mio padre, abbiamo segnalato l’ accaduto perché era una situazione paradossale. Non abbiamo certo responsabilità nel merito. Ci metta anche l’ intervento del Codacons che ha contribuito a fare clamore. E la bomba è arrivata». E Romano è rimasto sotto. «E’ stato sfortunato, di certo lo è stato. Comunque sia chiaro: l’ errore c’ è stato. La bomba mediatica ha fatto il resto». A proposito di media, a livello nazionale vi stano cercando? «E’ appena andato via un inviato di Canale 5, poi domani (oggi, ndr) arriverà un inviato di Agorà di Raitre e uno di La 7. Giovedì ci hanno chiamato a La vita in diretta, Raiuno. Ma credo che non andremo: mio padre è provato dall’ intera vicenda».
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