23 Ottobre 2013

Seggi comprati, i pm di Napoli: Berlusconi ora va processato

Seggi comprati, i pm di Napoli: Berlusconi ora va processato

Chi lo conosce o ha imparato a conoscerlo non ha dubbi: questa mattina, Valter Lavitola chiederà la parola, proverà a cimentarsi in una deposizione fiume, tanto per rimarcare il suo punto di vista sull’ intreccio di inchieste che lo vedono coinvolto a Napoli, ma anche a Roma e a Bari. È detenuto da una decina di giorni, in seguito all’ inasprimento degli arresti domiciliari, per aver violato il dispositivo che gli impediva di lasciare la propria abitazione. Lo scorso agosto avrebbe indicato a qualcuno una telecamera nascosta dalla Procura che poi è andata distrutta, mentre questa mattina sarà tradotto con un cellulare dal carcere di Regina Coeli direttamente in Tribunale. Aula 212, è il probabile punto di partenza dell’ udienza preliminare dinanzi al gup Amelia Primavera, il giudice chiamato ad esprimersi su un pezzo di storia recente, vedi alla voce crollo del governo Prodi, battezzato enfaticamente come «operazione libertà». Inchiesta sulla compravendita dei senatori, si ragiona sull’ ipotesi di corruzione, la Procura di Napoli chiederà il rinvio a giudizio dei due imputati: vale a dire per Silvio Berlusconi e per lo stesso Valter Lavitola. Mesi di accertamenti tecnici su conti correnti e depositi bancari, poi la svolta arriva alla fine dello scorso anno, con gli interrogatori resi dall’ ex senatore Sergio De Gregorio. Vicenda allo snodo, si comincia alle 9.30, facile prevedere quale sarà lo svolgimento dell’ udienza a porte chiuse. Tocca alla Procura di Napoli sviscerare l’ ipotesi investigativa e motivare la richiesta di rinvio a giudizio per i due imputati. In aula, l’ accusa sarà rappresentata dai pm Henry John Woodocock e Alessandro Milita (titolari dell’ inchiesta coordinata dagli aggiunti Francesco Greco e Fausto Zuccarelli e condotta anche dai pm Vincenzo Piscitelli e Fabrizio Vanorio), che batteranno su un punto in particolare: quei tre milioni resi all’ ex senatore Sergio De Gregorio, per ottenere una posizione contraria al centrosinistra (schieramento per il quale era stato eletto l’ ex leader di Italiani nel mondo) e dare la spallata definitiva all’ ex governo Prodi. Poi la parola passa ai legali degli imputati, al penalista napoletano Michele Cerabona, che assiste Berlusconi assieme a Nicolò Ghedini; e all’ avvocato Guido Iaccarino, per Lavitola. Nel corso della prima udienza, la difesa di Berlusconi fece riferimento all’ articolo 68 della Costituzione, in marito al libero esercizio di voto da parte di un parlamentare, sottolineando l’ estraneità del Cavaliere rispetto all’ accusa di corruzione. Tre milioni di euro (uno in chiaro, due in nero), tanto sarebbe costato il «ribaltone» di De Gregorio dal centrosinistra allo schieramento opposto, secondo le indagini condotte dal nucleo di polizia tributaria agli ordini del colonnello Nicola Altiero. Ma non è l’ unico ad attendere il verdetto del gup, che dovrà esprimersi anche sulla richiesta di patteggiamento avanzata dall’ ex senatore De Gregorio lo scorso luglio: un anno e otto mesi, il tetto del possibile patteggiamento. Difeso dal penalista Carlo Fabozzo, De Gregorio ha incassato il parere positivo della Procura e ora attende il verdetto che sarà pronunciato dal gup contestualmente alla decisione sulla richiesta di processo per gli altri due imputati. Ma ad attendere il verdetto questa mattina anche le parti civili, come il Codacons, il cui presidente Carlo Rienzi si era detto pronto ad avanzare richiesta risarcitoria in caso di condanne; e quella rappresentata dagli avvocati Sergio Scicchitano, Maria Raffaella Talotta e Alfonso Trapuzzano, per conto di Idv (il partito «tradito» da De Gregorio). Tra oggi e domani, il verdetto del gup Primavera. l.d.g.

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