Inps: “Centesimo da non pagare”
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fonte:
- La voce di Romagna
Apagare non ci penso proprio! Voglio proprio vedere dove arriva la pazzia della macchina infernale della burocrazia”. Claudio Casali, figlio del84enne Emilio che giorni fa si è visto recapitare un bollettino dall’ Inps perché deve pagare “da un centesimo”, ne fa una questione di principio e così è disposto a “spendere molto più di un centesimo” pur di far emergere tutte le incongruenze del caso. Intanto la vicenda del “centesimo” ha fatto il giro dei telegiornali, è finito sulle pagine dei maggiori quotidiani, mentre la trasmissione “La vita in diretta” – pomeriggio su RaiUno – ha chiesto se padre e figlio possono andare a raccontare questa vicenda la quale, da “debitori” di un centesimo verso l’ Inps, li ha trasformati in novelli “Don Chisciotte” contro i “mulini” della burocrazia la quale, più che le pale fa girare ben altro al cittadino. Sperando non sia il solito “indignato polverone”, e che poi tutto resti così come dopo le solite promesse di intervento, segnaliamo come il “Codacons” (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. “E’ evidente come la pratica avviata dall’ Inps per ottenere il misero centesimo indebitamente percepito dal pensionato, costi enormemente di più rispetto alla somma da incassare – scrive in una nota il presidente Codacons, Carlo Rienzi -. Ciò significa uno sperpero di risorse assolutamente ingiustificato da parte dell’ ente, considerato che il rispetto della normativa e delle disposizioni di legge deve ottenersi senza costi che danneggino l’ Erario. Così alla Corte dei Conti chiederemo di indagare sul caso, e di accertare chi sia il funzionario che ha autorizzato tale richiesta – conclude Rienzi -. Lo stesso funzionario sarà chiamato a risarcire di tasca propria i danni prodotti dall’ inutile costo della procedura avviata nei confronti del pensionato”. Poi, alle 17 di ieri pomeriggio, ecco il colpo di scena, anzi, il “contr’ ordine” da parte dell’ Inps di Rimini. In una nota a firma del direttore, lo stesso che aveva firmato la richiesta del centesimo, si legge come: “Tengo a precisare che il signor Casali non deve tenere conto della comunicazione, né effettuare alcun pagamento. Ho già disposto l’ annullamento della lettera inviata e l’ indebito è da considerare a tutti gli effetti estinto”. Nel comunicato il direttore ricostruisce come si è arrivati al “centesimo da pagare”. “Il debito originario a carico del cittadino era più consistente, del centesimo notificato il 7 ottobre 2013, e pari a 799,05 euro. Tale importo è già stato recuperato in 8 rate, per un totale di euro 799,04, la cui ultima è stata incassata a gennaio 2003. Da quel momento la pratica è stata ritenuta definita e, infatti, non è stata più inviata alcuna comunicazione al cittadino. In questo momento la sede (Inps di Rimini, ndr) è impegnata nel definire una serie di indebiti, tra cui anche quello in oggetto, che per una svista al posto di essere annullato è stato notificato con la lettera ben nota”. Tutto bene quel che finisce bene? Vedremo. (epi) La sede Inps di Rimini e, sotto, il bollettino per pagare un centesimo.
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