SCUOLA : LA COMMISSIONE EUROPEA CANCELLA LE DISCRIMINAZIONI A DANNO DEI PRECARI
LE OSSERVAZIONI DELL’UE SPIANANO LA STRADA AI RISARCIMENTI IN FAVORE DEI DOCENTI A TERMINE
Una recente segnalazione della Commissione Europea in tema di precariato spiana definitivamente la strada ai tanti precari della scuola italiani che attendono di ottenere giustizia dallo Stato Italiano.
Nello specifico la Commissione Ue ha stabilito che non deve esserci alcuna discriminazione tra docenti precari e di ruolo a parità di lavoro svolto, segnalando come la legislazione italiana in tema di assunzione dei supplenti dalle graduatorie ad esaurimento non rispetti le misure imposte dalla clausola 5, punto n. 1, della direttiva UE, volta a limitare il ricorso a una successione di contratti a termine e quindi a impedire un abuso a danno dei lavoratori della scuola.
Il ricorso continuativo a contratti a tempo determinato da parte dello Stato italiano violerebbe la stessa premessa dell’accordo quadro comunitario, volto a favorire la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Pertanto, non può ritenersi obiettivamente giustificata una legislazione nazionale che consenta il rinnovo di contratti a tempo determinato non solo per la sostituzione di personale temporaneamente assente ma anche per la copertura di vacanze nell’organico, e spetta al giudice nazionale pronunciarsi sull’interpretazione del diritto interno e verificare se tali condizioni ricorrano. Né nella scuola possono applicarsi regole diverse da quelle applicate negli altri settori. Per la Commissione Ue l’esigenza di trasparenza e imparzialità nel reclutamento del personale si pone negli stessi termini che per gli altri impieghi pubblici, dove è necessario prevedere le stesse misure effettive e dissuasive che permettano l’applicazione della normativa comunitaria, anche di natura risarcitoria.
Se le osservazioni della Commissione dovessero essere condivise dalla Corte di Lussemburgo, sarebbe superata la sentenza della Cassazione e migliaia di precari potrebbero ottenere o la stabilizzazione o cospicue sentenze risarcitorie dai tribunali del lavoro italiani, almeno fino a quando continueranno a essere assunti su posti vacanti e disponibili – spiega il Codacons – Il giudice nazionale ha l’obbligo di applicare integralmente il diritto dell’Unione disapplicando le disposizioni eventualmente contrastanti della legge interna o interpretandole in modo da consentire l’attuazione del diritto dell’Unione.
L’associazione ricorda agli insegnanti precari del nostro paese che possono chiedere giustizia, e risarcimenti economici, aderendo al ricorso promosso dall’associazione sul sito www.codacons.it
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