I prezzi frenano a settembre Giù quelli dei beni alimentari
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fonte:
- La Stampa
La deflazione «è una caduta generalizzata dei prezzi, e al momento non ne vedo i segnali». Mario Draghi, presidente della Bce, che come principale missione ha quella di preservare la stabilità dei prezzi e perseguire un obiettivo dell’ inflazione attorno al 2%, ha negato di reccente più volte che ci siano sintomi di deflazione in Europa. Certo è, però, che l’ attuale, lunga recessione sta schiacciando parecchio l’ andamento dei prezzi al consumo. La Grecia ha registrato a settembre un calo per il settimo mese consecutivo su base tendenziale (-1,12%), ma anche Paesi come il Portogallo mostrano da mesi e mesi un andamento ormai strisciante dell’ inflazione (+0,1% a settembre). O l’ Irlanda, che ad agosto ha registrato una crescita zero dei prezzi, sia su base mensile, sia su base annuale. L’ obiettivo statutario della Banca centrale europea del 2% è ormai piuttosto lontano: l’ intera eurozona si muove al ritmo dell’ 1 per cento su anno, come ha confermato di recente anche Draghi. E l’ Italia? Ieri l’ Istat ha reso noto che a settembre l’ inflazione è calata rispetto al mese precedente dello 0,3%, mentre rispetto a un anno fa è aumentata appena dello 0,9% (era l’ 1,2% ad agosto), cioè il valore più basso dall’ ottobre del 2009. Per l’ istituto di statistica, un andamento imputabile all’ andamento dei beni energetici, al netto dei quali sarebbe stata dell’ 1,3%. Per l’ istituto di via Balbo l’ inflazione acquisita per il 2013 scende così all’ 1,3% dall’ 1,4%. In particolare, il paniere di largo consumo, cioè quello dei beni ad alta frequenza di acquisto, ha registrato un incremento dello 0,2% su mese e dell’ 1% su base annua.Per la Coldiretti, l’ inflazione così bassa è il segno che il carrello della spesa delle famiglie italiane si sta svuotando a causa della crisi: secondo l’ associazione dei coltivatori diretti hanno speso 5 miliardi in meno di acquisti alimentari, quest’ anno. E in effetti, uno dei crolli più pronunciati di settembre riguarda la frutta fresca: -4,8%.E il comparto dei beni alimentari e bevande alcoliche ha subito un calo dello 0,2%. La Cia ha calcolato che dall’ inizio dell’ anno, le vendite di beni alimentari sono scese dell’ 1,8% in quantità e del 3,7% in valore. L’ aumento dell’ Iva scattato da qualche giorno dal 21 al 22% non è destinato certo a migliorare il quadro. Secondo la confederazione degli agricoltori, il 71% degli italiani continua a tagliare sui prodotti per la tavola. E la quota che compra beni alimentari degli hard discount, negli ipermercati a bassissimo prezzo, è raddoppiato dall’ inizio della crisi al 20% del totale. Il Codacons ha reso nota ieri una stima dell’ effetto dell’ aumento dell’ Iva sui prezzi: a regime, determinerà un rialzo dello 0,6%, analogamente a quanto accaduto a settembre del 2011 quando l’ aliquota passò dal 20 al 21%. Allora l’ inflazione passò dal 2,8% di agosto al 3,4% di ottobre e restò sopra il 3,1% fino all’ ottobre 2012 quando scese nuovamente di 6 decimi.
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