La svolta di Malta che rinuncia alle formalità e interviene
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fonte:
- Corriere della Sera
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES – Questa volta la commissaria europea agli Affari interni, Cecilia Malmström, ha ringraziato insieme l’ Italia e Malta. Questa volta, non è andata come nel maggio 2011. Quando motovedette ed elicotteri italiani salvarono 200 migranti alla deriva su un barcone, in acque che il codice marittimo internazionale assegna di competenza a Malta. Formalmente, tutto a posto: quelle non sono acque territoriali maltesi – fecero sapere le fonti della Ue – anche se sono assegnate alla marina e all’ aviazione dell’ isola per quel che riguarda le operazioni di ricerca e soccorso; ma quando – aggiunse Bruxelles – il soccorso è indispensabile in tempi brevissimi, allora spetta al Paese più vicino intervenire. Traduzione: secondo la Ue, La Valletta non aveva l’ obbligo dell’ intervento diretto. Ma la forma, rispose Roma, in questi casi è sovrastata dalla sostanza, cioè dall’ obbligo morale della solidarietà: non si lascia nessuno in mare, mai, tanto meno donne e bambini alla deriva su un relitto che sta per affondare; si salpa e si agisce, che lo prevedano o no i regolamenti. Quella volta nel 2011, tutto si ricompose secondo la tradizionale maestria diplomatica di Bruxelles: «La Commissione europea fa appello a tutti gli Stati membri perché assicurino il coordinamento delle operazioni di salvataggio, e incoraggia Italia e Malta a cooperare perché le vite umane siano salvate». Ma un’ altra dichiarazione, dalla stessa fonte e nelle stesse ore, diceva altro: «Ci felicitiamo con l’ Italia per il suo intervento, e le esprimiamo la nostra gratitudine per aver salvato le vite di più di 200 persone: è evidente che i marittimi e i piloti italiani rischiano la vita ogni giorno…». Su Malta, non una sillaba. È accaduto altre volte, la ferita non si è mai rimarginata. Malta è oggettivamente più lontana della Sicilia, rispetto alle rotte dei barconi-tomba. E sostiene, carte alla mano, di rispettare gli obblighi internazionali. Però i dubbi italiani restano. L’ associazione di consumatori Codacons ha perfino presentato un esposto contro il governo maltese al Tribunale penale internazionale e alla Corte di giustizia dell’ Aja. Ma forse, quel che è accaduto ieri rappresenta l’ inizio di una svolta. Luigi Offeddu [email protected].
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Tags: Cecilia Malmström, Lampedusa, malta, migranti, ue
