L’INIZIATIVA POPOLARE
-
fonte:
- la Repubblica
da La repubblica D
Partirà mercoledì prossimo,
il 9 ottobre (a Palazzo Marino, Milano), una raccolta
di firme per una legge quadro
di iniziativa popolare contro
il gioco d’azzardo, promossa
da un comitato di “amministratori locali per la sostenibilità “.
Per saperne di più: scuoladellebuonepratiche.it.
Quando sono lì non penso a niente», «è solo una pausa», «mi allontano dai miei problemi». Dicono questo le donne italiane, in media over-40, che cercano aiuto perché affette dal Gap: il gioco d’azzardo patologico. Approdano alla terapia senza il sostegno del partner o di un familiare, schiacciate da un marchio infamante. «E non è solo colpa della crisi economica. Il gioco è un punto d’arrivo dopo sofferenze e storie difficili», spiega Daniela Capitanucci, psicoterapeuta e presidente di Alea (Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio).
Non esiste un’indagine sugli stimati 800mila “addicted” – uomini, ma clamorosamente anche donne: ormai oltre il 40% del totale – ma la ludopatia, vero e proprio disturbo del comportamento, di certo ha enormi costi sociali. Ovvero 7 miliardi di euro l’anno, più degli incassi denuncia il Codacons. E la gestione statale non argina criminalità organizzata e usura. Da uno studio del Cnr risulta che le donne che hanno puntato denaro almeno una volta nell’ultimo anno sono state 7,5 milioni, pari al 38% degli scommettitori italiani. Il gioco d’azzardo, oggi dilagante anche tra i più giovani, quando sfocia in patologia porta intere famiglie alla rovina. Sotto accusa un’offerta capillare e diversificata di giochi legali: tabaccherie come piccoli casinò e bar pieni di slot machine.
Sul fronte politico l’Idv raccoglie firme per un referendum che vieti il gioco d’azzardo, mentre l’intergruppo promosso da deputati di diversa appartenenza invoca una riforma del settore: «Il fenomeno che negli ultimi 10 anni ha avuto una crescita senza paragoni, stimolata dalla proliferazione di slot machines, sale da gioco e on line», dicono i promotori. Fra loro, Lorenzo Basso, Pd, aggiunge: «Dobbiamo dare una risposta culturale, a partire dal divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, anche sul web».
Il decreto Balduzzi del 2012 stabiliva che le macchinette mangiasoldi fossero a 200 metri da scuole e altri luoghi sensibili, ma non basta. à stata da poco approvata in Senato una mozione della Lega Nord che vieta per un anno l’apertura di videolottery e portali di scommesse on line. Per un maggiore controllo sul territorio bisogna dare più potere ai sindaci, recita il Manifesto contro il gioco d’azzardo, promosso dalla Scuola delle buone pratiche e sottoscritto da 285 amministratori di tutta Italia. Obiettivi: limitare gli orari dei minicasinò e aprire sportelli per le famiglie. La ludopatia, cioè il gioco d’azzardo patologico, colpisce in Italia circa 800mila persone
(il 40% donne). Sotto accusa il proliferare di slot machine e sale online. Mentre
in Parlamento si studia la riforma del settore, parte una raccolta di firme di Marta Matteini
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO
-
Tags: ludopatia
