SPESE RAI, GRILLO MINACCIA FAZIO «VERREMO A CANTARE A SANREMO»
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fonte:
- Il Secolo XIX
ROMA. Non immaginava Fabio Fazio di ritrovarsi Beppe Grillo a cantare al festival di Sanremo. Eppure la minaccia o la promessa arriva proprio dal leader del Movimento 5 Stelle che si infila nella polemica sui cachet milionari di casa Rai, innescata dal capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta. Primo fra tutti quello di Fabio Fazio che ha in tasca un contratto nuovo di zecca per tre anni di cinque milioni e 400 mila euro (il conduttore non ha mai confermato «nel rispetto degli accordi aziendali», ma la cifra è questa). «Verremo a cantare a Sanremo, ripeto: verremo a cantare a San Remo», twitta Grillo. Facile capire che l’ interesse dell’ ex comico non è di natura artistica, ma squisitamente politica. La replica di Fazio non si fa attendere. Tweet per tweet. «Se hai due pezzi belli ti prendiamo! Ripeto: due pezzi!». Anche Giancarlo Leone, direttore di Raiuno, evita risposte serie twittando il vecchio refrain “perché Sanremo è Sanremo”.Ma c’ è poco da ridere. Anche perché i produttori dei personaggi televisivi toccati dalla polemica sui cachet, non si divertono per niente. Beppe Caschetto, per esempio, manager di Fabio Fazio, Luciana Littizzetto e Maurizio Crozza, il cui passaggio in Rai è saltato proprio per le critiche sullo spreco di denaro pubblico. Si è parlato di circa 25 milioni di euro per uno show di 50 puntate intre anni, così divisi: cinque milioni per Crozza, il resto perla realizzazione delle puntateda parte delle società di produzione di Caschetto, la Itc 2000. Cifre che la Rai ha smentito. «La Rai aveva comprato un programma chiavi in mano – spiegano fonti interne a Viale Mazzini -Quanto costi poi il rapporto tra la società che produce il programma e Crozza non ci interessa». Evidentemente troppo, visto che nemmeno Luigi Gubitosi, direttore generale della Rai, ha potuto giustificare l’ acquisto, così Crozza è rimasto a La7. Ma ad avere i nervi a fiordi pelle c’ è anche Endemol, società produttrice di “Che tempo che fa”, la trasmissione di Raitre in cui Brunetta ha alzato il coperchio delle polemiche, accusando Fazio di guadagnare troppo. Ha dichiarato Grillo: «Il programma “Che tempo fa” di Fazio, lo stuoino del pdmenoelle, è prodotto da Endemol di proprietà al 33% di Mediaset. Cioè, la Rai compra il suo programma da Berlusconi invece di produrlo internamente e quindi, quando Fazio afferma “Io faccio guadagnare lamia azienda”, a chi si riferisce? A Endemol?». Replica la casa di produzione: «Mediaset non fa più parte dell’ azionariato di Endemol, quindi non corrisponde al vero quanto affermato da Beppe Grillo». Gli strali del neonato asse M5SBrunetta sono diretti anche ai vertici Rai, rei di non fornirei cachet dei propri artisti. Da anni si parla di rendere pubblici i guadagni dei conduttori Rai, cosa mai fatta dalla tv di Stato per non avvantaggiare i propri concorrenti. Segreti, condannati da Codacons e associazione utenti radiotelevisivi, contro cui Brunetta chiede conto al presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico: «Voglio sapere se corrispondono al vero le indiscrezioni secondo cui il cda Rai esaminerà domani il contratto che legherebbe il comico Maurizio Crozza alla Rai fino al 2016». La risposta è di Luisa Todini, componente del cda Rai. «Domani abbiamo il consiglio d’ amministrazione, se ne parlerà in quella sede. Brunetta ha ragione su tante mancanze della Rai. Ma sulla trasmissione di Fazio no, effettivamente costa meno di quanto fa guadagnare alla Rai». E intanto i parlamentari Pd Peluffo, Anzaldi e Margiotta invocano l’ intervento dell’ autorità perle garanzie nelle comunicazioni «affinché il Tg4, il Tg5 e Studio Aperto assicurino una corretta informazione politica».
tiziana leone
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