14 Ottobre 2013

Truffa bancomat: Codacons, banche devono risarcire i truffati

Truffa bancomat: Codacons, banche devono risarcire i truffati

(AGI) – Roma, 14 ott. – “I truffati hanno diritto di essere risarciti integralmente dalle banche, anche se non hanno telefonato al numero verde per segnalare il malfunzionamento o bloccare la carta”. Lo ricorda il Codacons, commentando la notizia dell’arresto di 6 persone a Roma presunte responsabili di oltre 30 ‘colpi’ messi a segno grazie a una forcella metallica infilata nella fessura del bancomat, sufficiente per bloccare l’erogazione delle banconote richieste. “A differenza di quando si subisce il furto del bancomat, per il quale l’istituto bancario puo’ considerarti responsabile della mancata o tardiva comunicazione”, in questo caso ricorda l’associazione di consumatori, “come dimostrano innumerevoli vittorie legali del Codacons, la banca e’ responsabile della custodia dello sportello bancomat ai sensi dell’articolo 2.051 del codice civile e, quindi, incombe un dovere di vigilanza che sussiste indipendentemente dalla disponibilita’ immediata sulla cosa. Nel momento stesso in cui la tessera viene inserita nella fessura dello sportello bancomat, l’obbligo di custodia e di vigilanza passa alla banca stessa, che deve rispondere, quindi, del danno subito dai consumatori”.  Fu proprio il Codacons a denunciare per primo questo tipo di truffa nel 2005, ora chiamata ‘cash trapping’ ma all’epoca denominata dall’associazione dei consumatori “truffa del weekend”, dato che di solito la manomissione avviene dopo la chiusura della banca di venerdi’, in modo da poter agire indisturbati per tutto il fine settimana. Per arginare il fenomeno il Codacons chiede alle banche, fin dal 2005, di modificare la scritta che e’ posta in prossimita’ dello sportello automatico, che, solitamente, e’: “In caso di smarrimento o di furto chiamare subito il numero verde”. Una scritta che, secondo l’associazione, “induce il consumatore a non segnalare ne’ la mancata erogazione dei soldi ne’ se la tessera viene mangiata dal macchinario. In quest’ultimo caso la truffa non si attua con una forbicina ma con un sacchettino, una mascherina, che consente ai ladri di recuperare la carta non appena l’ignaro consumatore, che si illude di poterla recuperare il lunedi’ successivo presentandosi allo sportello, si allontana”. (AGI) Red

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