15 Ottobre 2013

Bancomat, la truffa con la forcina

Bancomat, la truffa con la forcina

Sgominata una banda di moldavi: 33 colpi, bottino da 10mila euro L’ OPERAZIONE Hanno messo a segno 33 colpi a sportelli bancomat della città con il metodo del «cash trapping». Cinque moldavi e un romeno, tra i 20 e i 30 anni, con un semplice ferretto a forma di forcina hanno rubato oltre 10.000 euro. La banda è stata scoperta dai carabinieri di Monteverde e l’ altra notte sono scattate le manette. I moldavi e il romeno dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato. L’ INDAGINE L’ indagine è scattata l’ anno scorso, dopo che negli uffici dei carabinieri della compagnia di Trastevere sono piovute decine di denunce. Ai bancomat dei quartieri di Bravetta, Monteverde, Gianicolense, Centocelle, Prati e Tuscolana si erano verificati furti per migliaia di euro. I furti avvenivano sempre nel fine settimana, quando le agenzie degli istituti di credito erano chiuse e gli sportelli bancomat non erano sorvegliati. Dai filmati girati dalle telecamere di sorveglianza i carabinieri della compagnia di Trastevere, guidata dal colonnello Massimiliano Sole hanno visto come agiva la banda. Senza alterare lo sportello, come avviene quando si clona la carta, uno dei complici inseriva una prepagata per un prelievo di poche decine di euro, questo serviva a fare aprire l’ erogatore ed inserire all’ interno una forcella, una specie di chiave inglese molto sottile che rimane sporgente quando l’ erogatore si richiude. A quel punto la banda aspettava l’ arrivo della vittima. Chi andava a prelevare al bancomat concludeva tutte le operazioni di prelievo ma non riceveva i soldi dallo sportello. Il cliente infastidito e, imputando il disguido a un guasto tecnico, di solito si allontanava deciso a reclamare il disservizio alla riapertura dell’ istituto di credito. Ed ecco che, non appena il titolare della carta andava via, i ladri erano pronti a forzare lo sportellino e a recuperare la forcella estraendola con tutte le banconote trattenute. «La tecnica del cash trapping si aggiunge e non va a sostituire quella della clonazione che richiede competenze differenti spiegano i carabinieri – è un sistema subdolo, perché non lascia alterazioni allo sportello». L’ IDENTIFICAZIONE Dai filmati delle telecamere si vedevano anche i volti dei moldavi e del romeno, ma quelle immagini un po’ sfocate non erano sufficienti alla loro identificazione. I carabinieri sono risaliti al primo nome controllando i prelievi eseguiti con la prepagata prima di ogni furto: la carta era intestata ad uno straniero, un settimo complice che è stato denunciato. Controllando il titolare della carta prepagata gli investigatori sono riusciti poi a ricostruire l’ organigramma della banda. I moldavi e il romeno vivevano tutti fuori Roma, e l’ altra notte è scattato il blitz tra Latina, Sezze e Piverno. Alcuni degli arrestati hanno precedenti specifici per colpi messi a segno nel Nord Italia. Secondo gli esperti del Codacons i truffati hanno diritto di essere risarciti integralmente dalle banche, anche se non hanno telefonato al numero verde per segnalare il malfunzionamento o bloccare la carta. «A differenza di quando si subisce il furto del bancomat – spiegano all’ associazione che difende i diritti dei consumatori – la banca è responsabile della custodia dello sportello bancomat, e quindi, sussiste un dovere di vigilanza da parte della banca, che deve rispondere al danno subito dal consumatore». Paola Vuolo © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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