Il diritto al gioco rispettando le regole
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fonte:
- Il Tempo
C’ è gioco e gioco. Bando a qualsiasi forma di demonizzazione, poco intelligente e superficiale, che veste un settore di panni non suoi. Il riferimento è ai gestori e produttori dei giochi, le cosiddette «slot» colpite duramente a livello d’ immagine. A lanciare ancora l’ allarme è Raffaele Curcio, presidente dell’ Associazione Nazionale Sapar (Sezione apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative). L’ attenzione è sulle campagne «antislot» che, oltre a minare «la stabilità del sistema del gioco lecito e la sua capacità di produrre reddito, posti di lavoro, gettito erariale e soprattutto di sottrarre sempre più spazio al gioco illegale, creano grave nocumento all’ immagine dei gestori degli apparecchi». Curcio evidenzia come questo comparto produttivo sia «sottoposto a regole rigidissime e ad un regime concessorio: tutti gli apparecchi installati sono collegati aduna rete telematica dello Stato, monitorata h24 in ogni dettaglio; le figure professionali che ne fanno parte sono iscritte in un elenco pubblico gestito dall’ Aams». Sono oltre 4.000le imprese di gestione che installano gli apparecchi e hanno oltre 100.000 addetti; oltre 100.000 gli esercizi che espongono le apparecchiature e tante le aziende dell’ indotto. I numeri registrati dall’ Aams, parlano chiaro: 22.878 controlli nel 2012, contro i 15.386 del 2011 e i 12.036 del 2010. Violazioni penali riscontrate: 145 nel 2012, 409 nel 2011 e 306 nel 2010. Forte incremento delle verifiche, comportamenti illeciti in calo: «nel caso degli apparecchi da gioco – scrive l’ Aams – si registra una riduzione percentuale di tali contestazioni molto più marcata, rispetto alla media degli altri giochi pubblici». Il presidente di Sapar analizza la dipendenza da gioco, le ludopatie e il costo sociale del recupero di chi ne è affetto, chiedendosi come si faccia «a stimare l’ esistenza di 7/800mila persone a rischio, delle quali 400mila affette da una vera e propria patologia da gioco e una spesa per la collettività paria 6 miliardi di euro.Il20 maggio, il Capo del Dipartimento Politiche Antidroga, professore Giovanni Serpelloni, in un convegno del Codacons ha dichiarato che il costo medio annuo per la cura di un paziente ludopatico oscilla fra i 4.000 e i 6.000 euro. Se la cifra di 6 miliardi denunciata fosse vera, i Sert italiani avrebbero in carico circa un milione di persone». Il problema sì esiste e l’ associazione Sapar in ogni suo settore territoriale lavora per la cultura del gioco sano e del rispetto della norma. Ha stimolato negli anni diverse disposizioni contro l’ illegalità, il gioco clandestino, le infiltrazioni criminali, la lotta a sale scommesse non autorizzate, è stata stimolo di maggiori verifiche come sul «gioco minorile».
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