11 Ottobre 2013

La partita per riavere San Siro il Milan spera nel dietrofront

La partita per riavere San Siro il Milan spera nel dietrofront

Basterebbe la portata storica della questione dal punto di vista del diritto sportivo a rendere complesso il lavoro della Corte di giustizia federale, riunita oggi alle 14 a Roma per esaminare il ricorso del Milan contro la chiusura per una giornata di San Siro. È la prima volta che si discute in appello della squalifica di uno stadio per “discriminazione territoriale”, in questo caso i cori anti-napoletani intonati domenica allo Juventus Stadium dagli ultrà milanisti. A ingarbugliare ulteriormente la missione della I sezione presieduta da Gerardo Mastrandrea, che è anche capo dell’ Ufficio legislativo del ministero Infrastrutture e trasporti, è l’ ondata di commentisuccessivi alla decisione del giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Ieri è stato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a chiedere una riflessione: «Dobbiamo usare il buonsenso. Urgentemente si corra ai ripari e si trovi una soluzione che da una parte rispetti l’ Uefa e dall’ altra non faccia vedere disastri come le partite a porte chiuse perché così a perdere è solo il calcio». Nei giorni scorsi si erano espressi in modo simile Michel Platini e Maurizio Beretta. Tra i pochi a non prendere le distanze dal sistema attuale, Giancarlo Abete e Damiano Tommasi. Invoca fermezza anche il ministro dello Sport, Graziano Del Rio: «Bisogna rispondere in maniera molto dura alle manifestazioni di intolleranza e razzismo». La settimanaprossima – il 16 o 17 ottobre – il Consiglio federale si riunirà per introdurre maggiore flessibilità nell’ applicazione del nuovo regolamento. Ma difficilmente il Coni riuscirà a dare il via libera prima del prossimo turno di campionato che quindi si giocherà sotto la minaccia degli ultrà di mezza Italia, intenzionati a far chiudere stadi e settori con le loro gesta. È questo lo sfondo della decisione odierna. Ieri è stato spedito in via Allegri il ricorso del Milan preparato dall’ avvocato Leandro Cantamessa. Al centro del reclamo: la specificità italiana della “discriminazione territoriale” (l’ Uefa parla di razzismo o discriminazione etnica), la contraddizione della chiusura dello stadio di casa per una condotta di una frangia in trasferta, la scarsa rilevanza sonora degli insulti con supporto di materiale audio e video e il numero esiguo degli autori (anche se i capi-ultrà milanisti continuano pubblicamente a ripetere che i cori ci sono stati invocando addirittura «la libertà di espressione»). Non sarà facile per il Milan ribaltare il verdetto di primo grado fondato sul rapporto di un ispettore federale posizionato a due metri dal settore ospiti dello Juventus Stadium. Alcuni abbonati rossoneri proveranno a entrare nel procedimento sportivo con un ricorso che difficilmente potrà avere qualche rilevanza. Un anno fa era stato il Codacons a tentare di inserirsi in un processo della Corte sullo scandalo scommesse, ma quel-l’ atto non è ancora stato esaminato. La giustizia sportiva è riservata ai tesserati e deve tenere conto di norme particolari, anche se mai come oggi sarà difficile ignorare tutto quello che è successo oltre quel confine. La discussione si annuncia lunga e potrebbe anche comportare un rinvio, anche se il verdetto è comunque atteso entro questa sera. Poi, comunque vada,crescerà un’ altra onda.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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