La partita per riavere San Siro il Milan spera nel dietrofront
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fonte:
- la Repubblica
Basterebbe la portata storica della questione dal punto di vista del diritto sportivo a rendere complesso il lavoro della Corte di giustizia federale, riunita oggi alle 14 a Roma per esaminare il ricorso del Milan contro la chiusura per una giornata di San Siro. È la prima volta che si discute in appello della squalifica di uno stadio per “discriminazione territoriale”, in questo caso i cori anti-napoletani intonati domenica allo Juventus Stadium dagli ultrà milanisti. A ingarbugliare ulteriormente la missione della I sezione presieduta da Gerardo Mastrandrea, che è anche capo dell’ Ufficio legislativo del ministero Infrastrutture e trasporti, è l’ ondata di commentisuccessivi alla decisione del giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Ieri è stato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a chiedere una riflessione: «Dobbiamo usare il buonsenso. Urgentemente si corra ai ripari e si trovi una soluzione che da una parte rispetti l’ Uefa e dall’ altra non faccia vedere disastri come le partite a porte chiuse perché così a perdere è solo il calcio». Nei giorni scorsi si erano espressi in modo simile Michel Platini e Maurizio Beretta. Tra i pochi a non prendere le distanze dal sistema attuale, Giancarlo Abete e Damiano Tommasi. Invoca fermezza anche il ministro dello Sport, Graziano Del Rio: «Bisogna rispondere in maniera molto dura alle manifestazioni di intolleranza e razzismo». La settimanaprossima – il 16 o 17 ottobre – il Consiglio federale si riunirà per introdurre maggiore flessibilità nell’ applicazione del nuovo regolamento. Ma difficilmente il Coni riuscirà a dare il via libera prima del prossimo turno di campionato che quindi si giocherà sotto la minaccia degli ultrà di mezza Italia, intenzionati a far chiudere stadi e settori con le loro gesta. È questo lo sfondo della decisione odierna. Ieri è stato spedito in via Allegri il ricorso del Milan preparato dall’ avvocato Leandro Cantamessa. Al centro del reclamo: la specificità italiana della “discriminazione territoriale” (l’ Uefa parla di razzismo o discriminazione etnica), la contraddizione della chiusura dello stadio di casa per una condotta di una frangia in trasferta, la scarsa rilevanza sonora degli insulti con supporto di materiale audio e video e il numero esiguo degli autori (anche se i capi-ultrà milanisti continuano pubblicamente a ripetere che i cori ci sono stati invocando addirittura «la libertà di espressione»). Non sarà facile per il Milan ribaltare il verdetto di primo grado fondato sul rapporto di un ispettore federale posizionato a due metri dal settore ospiti dello Juventus Stadium. Alcuni abbonati rossoneri proveranno a entrare nel procedimento sportivo con un ricorso che difficilmente potrà avere qualche rilevanza. Un anno fa era stato il Codacons a tentare di inserirsi in un processo della Corte sullo scandalo scommesse, ma quel-l’ atto non è ancora stato esaminato. La giustizia sportiva è riservata ai tesserati e deve tenere conto di norme particolari, anche se mai come oggi sarà difficile ignorare tutto quello che è successo oltre quel confine. La discussione si annuncia lunga e potrebbe anche comportare un rinvio, anche se il verdetto è comunque atteso entro questa sera. Poi, comunque vada,crescerà un’ altra onda.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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