10 Ottobre 2013

COSTA CONCORDIA: DI DONNA I RESTI TROVATI DUE GIORNI FA

COSTA CONCORDIA: DI DONNA I RESTI TROVATI DUE GIORNI FA

IL CODACONS SI RIVOLGE ALLA PROCURA: FARE CHIAREZZA SUI CORPI RITROVATI, SPUNTA PISTA RUSSA

Il Codacons chiede alla Procura di Grosseto di aprire una indagine sui resti umani ritrovati in questi giorni a bordo della Costa Concordia. In un esposto che verrà presentato oggi, l’associazione sottopone all’attenzione della Procura quanto emerso e pubblicato  da “La Voce delle Voci” in un dossier a cura della giornalista Rita Pennarola dal titolo “La Pista Russa”, che poneva questi interrogativi: “C’era qualcuno che doveva calarsi in mare velocemente dalla nave e raggiungere l’isola, o qualcosa da sganciare nell’area marina degli scogli ad essa limitrofi? Schettino – e chi con lui sapeva – furono costretti a quel passaggio azzardato, ma destinato ad andare ben diversamente, senza danni? Da chi fu indotto, e perché?”
In particolare tale inchiesta – precisa il Codacons – paventa “l’ipotesi di un intreccio legato al contrabbando, alla mafia russa e alla P3”. Il possibile intreccio di traffici illeciti sull’asse Mosca-Toscana viene rilanciato nel reportage da ulteriori elementi : “Così come, in un simile quadro, appare assai meno strana un’altra circostanza sbalorditiva rimasta fino ad ora senza spiegazione: le prime scialuppe che arrivano al Giglio quella notte servono a mettere in salvo esclusivamente tutti i 111 passeggeri di nazionalità russa presenti sulla nave. Quasi che qualcuno fra loro, in precedenza, fosse già preparato ad una simile eventualità. Secondo le testimonianze, inoltre, non risultano turbati né particolarmente sconvolti, a differenza di tutti gli altri naufraghi. Cominciano, anzi, a fotografare l’isola da ogni angolatura, compreso lo scafo affondato, quasi fossero turisti “per caso”.
Ed ancora si legge: “Partiamo dalla Toscana, diventata epicentro di traffici illeciti ad opera di numerose organizzazioni criminali. Fra le prime c’è la mafia russa. A dirlo è la Fondazione Antonino Caponnetto della Toscana nel suo Rapporto 2011 sullo stato del crimine organizzato in zona”.
Onde fugare qualsiasi dubbio, il Codacons ha chiesto alla Procura di provvedere ad accertare a chi appartengono i corpi dei dispersi ritrovati, e di verificare l’esatta ubicazione in cui erano posti i corpi ritrovati e a quando risale la data esatta della morte.

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