9 Ottobre 2013

Caro mensa, ricomincia la guerra

Caro mensa, ricomincia la guerra

LEGNANO – Sono passati cinque giorni, e siccome al quinto giorno il Comune di Legnano ha risposto picche, adesso la battaglia ricomincia. Già ieri pomeriggio il promotore del comitato Agorà aveva cominciato a distribuire i moduli per permettere alle famiglie di mandare a scuola i loro figli con la schiscetta, oppure per portarseli a casa durante l’ orario della mensa; ora che la fase acuta della protesta contro il rincaro delle tariffe del servizio di ristorazione scolastica è conclusa, la scommessa è su quante famiglie aderiranno alla protesta. Poche, sperano segretamente il sindaco Alberto Centinaio e l’ assessore all’ Istruzione Umberto Silvestri che ieri hanno invitato ancora una volta il comitato «al dialogo e al confronto con uno stile di proficua collaborazione»; moltissime, si auspica invece il promotore di Agorà Olindo Torraca , che non nasconde come «in questo momento di difficile congiuntura economica le famiglie chiedono solo di pagare il giusto». Un passo indietro il Comune lo aveva fatto, dal primo di ottobre le tariffe relative alle due fasce Isee più alte avrebbero potuto passare da 5,60 a 5 euro e da 6,15 a 5,60, mentre per i non residenti la “tariffa unica” sarebbe stata abbassata da 6,50 a 5.60 (come per i legnanesi più ricchi); giovedì scorso il comitato riunito alla Mater Orphanorum aveva però deciso di rilanciare chiedendo l’ abbassamento della tariffa massima a 5 euro e l’ applicazione delle fasce Isee anche ai non residenti, e dando al Comune cinque giorni per rispondere. La risposta è arrivata ieri: di mattino secondo il Comune, di pomeriggio secondo il Comitato, ma quel che importa alla fine è che si è trattato di un no. «Abbiamo tolto dalla tariffa l’ onere degli ammortamenti dell’ investimenti per la realizzazione del nuovo centro di cottura – affermano sindaco e assessore -. A tutte le fasce è stato applicato solo l’ aumento Istat pari al 3%, il disavanzo residuo è stato trasferito sulla fiscalità generale. Non c’ è motivo per diminuire ancora le tariffe, che diventerebbero ancora più basse di quelle dello scorso anno scolastico». Così come secondo il Comune non c’ è motivo di applicare le fasce Isee ai non residenti, «perchè Legnano non ha fatto altro che adeguarsi ai comuni vicini», con i quali comunque sono già in corso contatti «per confrontarsi sulle politiche di sostegno all’ educazione». Il Comune si appella alla «comprensione reciproca», ma davanti al no il comitato adesso riprende la lotta. Giovedì sorso le famiglie avevano deciso di astenersi dalla schiscetta per non entrare in conflitto con i dirigenti scolastici, ma siccome ieri il Codacons ha diffidato Comune e dirigenti rivendicando il diritto dei bambini di portarsi il pranzo da casa «perchè le famiglie non possono essere costrette a pagare le rette costose della mensa», oggi si è tornati alla stessa situazione della scorsa settimana: la protesta riprenderà secondo la già collaudata modalità della schiscetta. Luigi Crespi.
 

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