6 Ottobre 2013

«La giustizia lumaca cancella la truffa Chiederemo i danni al Ministero»

«La giustizia lumaca cancella la truffa Chiederemo i danni al Ministero»

IL COLPO di spugna della Cassazione è difficile da digerire. Ma le vittime della ?truffa del tubo’ hanno in mano ancora una carta contro Mirco Eusebi e Ivana Ferrara. La prescrizione ha salvato le fedine penali dei creatori della Tucker, ma il processo civile per i risarcimenti deve ancora iniziare. Ed è in quella sede che l’ esercito dei promoter vuole avere giustizia. «La prima udienza si terrà a metà novembre a Rimini ? annuncia l’ avvocato del Codacons, Bruno Barbieri ? Abbiamo presentato da tempo la richiesta di risarcimento danni nei confronti dei titolari della Tucker: in media si tratta di 21mila euro più gli interessi per ogni vittima. Una parte di quella somma, qualche migliaio di euro a testa, è già stata recuperata grazie alla provvisionale versata dagli imputati». RESTA però l’ amarezza per la sentenza che ha cancellato le responsabilità penali e ha lasciato immacolate le fedine penali di Eusebi, Ferrara e degli altri fondatori della Tucker. «Dobbiamo prendere atto ? commenta l’ avvocato Barbieri ? che la giustizia in Italia ha due velocità: come abbiamo visto di recente può essere veloce per quelcuno e lenta per altri. Nel nostro caso tutta la vicenda penale è finita nel nulla. Questa sentenza è una forma di incitamento ai truffatori che vedono la possibilità di farla franca. per fortuna gli effetti civili rimangono intatti e noi proseguiremo su questa strada». Il Codacons nel processo civile rappresenta 114 promoter, ovvero i venditori che acquistavano dalla Tucker il tubo che avrebbe dovuto abbattere le emissioni inquinanti delle caldaie di casa. «Siamo forti delle sentenze di primo e secondo grado del processo penale ? prosegue Barbieri ? che avevano condananto gli imputati. Ci vorrà del tempo, forse un paio d’ anni, prima della conclusione del processo civile. Ma noi siamo fiduciosi. Non escludo che i miei clienti possano intraprendere un’ azione anche contro il ministero di Giustizia: la legge Pinto infatti prevede che si possa chiedere un risarcimento per i ritardi dei processi. E i ritardi in questo processo hanno portato alla prescrizione dei reati». L’ ESERCITO dei promoter, i venditori che acquistavano il dispositivo dalla Tucker, è formato da oltre 300 persone in attesa di giustizia. A sollevare il caso era stato nel 2002 un servizio di ?Striscia la Notizia’: le indagini portarono in carcere per sei mesi Eusebi, la Ferrara e altre quattro persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. In primo grado Eusebi era stato condannato a 11 anni e 4 mesi, mentre Ivana Ferrara a 10 anni e 10 mesi. La Corte d’ Appello di Bologna aveva mitigato le sentenze, anche perchè la truffa era prescritta: 6 anni a Eusebi e 5 anni e 7 mesi alla Ferrara. . I legali della coppia, Giampaolo Colosimo, Stefano Caroli e Maurizio Paniz avevano fatto ricorso di legittimità in Cassazione che ha stabilito l’ avvenuta prescrizione del reato di associazione a delinquere. Ma i guai giudiziari per Eusebi e la Ferrara non sono ancora finiti: a Rimini è aperto il processo Tucker-bis per truffa nei confronti di una quindicina di promoter. E in questo caso la prescrizione, per volere dei due imputati, non potrà cancellare nulla. Filippo Graziosi.

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