Residenti in presidio contro le fonderie «Qui troppi morti»
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fonte:
- La Città di Salerno
di Fiorella Loffredo «Nella mia famiglia sono morte quattro persone in cinque anni. Non possiamo più aspettare che qualcuno si accorga di quello che sta succedendo. Altrimenti continuiamo a morire. Forse siamo morti già». È disperato e rabbioso l’ appello che la giovane Martina Marraffa, sotto la pioggia, rivolge alle istituzioni affinchè intervengano in modo risolutivo in una questione che sembra avvolta da uno strato di gomma, contro il quale chiunque si scaglia torna in dietro. Sempre più lontano. Come una pallina da ping pong. La pioggia, ieri pomeriggio, non ha fermato la voglia, se non l’ urgenza, di denunciare ancora una volta – in questo caso con un presidio nei pressi dell’ ingresso delle fonderie Pisano di via dei Greci a cui hanno preso parte diverse decine di cittadini che hanno paura di essere “contaminati” – la situazione che si registra ormai da anni nelle zone più prossime all’ acciaieria di Fratte. Cittadini, associazioni, giornalisti, politici, addirittura una parlamentare – Silvia Giordano del Movimento cinque stelle – si sono ritrovati in via dei Greci, chi per dar conto del proprio operato agli elettori nella lotta all’ inquinamento ambientale, chi per dovere di cronaca, chi per esasperazione, per manifestare contro una «convivenza che non è più tollerabile», quella tra i cittadini della Valle dell’ Irno, ma non solo, e la fonderia di Luigi Pisano. Dai cubilotti della quale continuano a uscire fumi tossici carichi di polveri sottili che si vanno a depositare sui balconi delle case e nei polmoni e nei tessuti vitali di chi le abita. A organizzare il presidio l’ associazione “Sos utenti consumatori”, presieduta da Lorenzo Forte che, insieme all’ assessore comunale all’ Ambiente, Gerardo Calabrese – che si è intrattenuto parecchio a discutere con i cittadini presenti – ai portavoce di Legambiente e Codacons, all’ onorevole Giordano e a molti cittadini, hanno preso parte al collegamento in diretta con Tv Oggi interno alla rubrica “Viaggio nei quartieri”. Quello che gli abitanti di Fratte chiedono ora, dopo che tante parole sono state spese sui problemi arrecati dalle fonderie, è che il “pericolo” rappresentato dalla presenza dello stabilimento diventi una priorità nell’ agenda politica delle istituzioni deputate alla salvaguardia della salute dei cittadini. I quali, dal canto loro, si stanno organizzando come possono: l’ obiettivo è quello di provare l’ effettiva correlazione tra l’ alto tasso di mortalità registrato nella zona delle fonderie e i fumi che escono con cadenza regolare, nonostante i sequestri, le denunce e i processi ancora in corso che pendono sul capo di Pisano, dai cubilotti della fabbrica. Che, dal canto suo, al momento gode di tutte le autorizzazioni previste per poter continuare a lavorare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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