Torna la voglia di casa il denaro costa meno
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fonte:
- la Repubblica
da Affari&Finanza
E’ come se invece di andare in vacanza, quest’ anno gli italiani avessero risparmiato, pensando di comprare casa. Spesso le due cose vanno di pari passo, perché i risparmi, nel momento in cui si decide di mettersi sotto un tetto di proprietà, sono all’ ordine del giorno. E questa estate sembra che le cose siano andate in questo modo. Il barometro della voglia di mutui ha segnato ad agosto una domanda da parte delle famiglie in crescita del 4,1% rispetto allo stesso periodo dell’ anno prima, il secondo progresso consecutivo dopo che a luglio l’ indice aveva registrato una ripresa del 2%. Gli esperti si sono subito precipitati ad affermare che non si tratta di una inversione di tendenza, che è troppo presto per parlare di ripresa del settore e che bisogna muoversi con le dovute precauzioni. Non lascia intravedere niente di buono, del resto, il mercato degli Stati Uniti, che sebbene sia diverso e con caratteristiche ben lontane da quello italiano, continua a muoversi sui minimi degli ultimi cinque anni. La domanda a stelle e strisce viene rilevata settimanalmente e l’ ultimo dato disponibile parla di richieste in calo del 13,5%, con la Mortgage Bankers Association che si lamenta di un indice ai minimi da novembre 2008. In Italia, il cauto ottimismo è dovuto al fatto che a luglio dopo due anni e mezzo di cali consecutivi la domanda ha avuto il segno più, confermato poi dalla lettura di agosto. «La contrazione nei volumi di richieste rimane ancora molto pesante se confrontata con il dato registrato nei primi 8 mesi degli anni scorsi, ma la dinamica negativa si sta progressivamente attenuando, lasciando intravedere qualche timido segnale di ripresa. Piuttosto, il dato positivo rilevato sia a luglio sia ad agosto colpisce in quanto anche nel primo semestre del 2013 la domanda si era confermata essere decisamente debole e selettiva, scontando la perdurante fragilità del quadro congiunturale», commenta Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di Crif, società specializzata in informazioni creditizie. Ad incoraggiare il ritorno al mercato dei mutui ha contribuito una lieve discesa del costo dei finanziamenti che, secondo il rilevamento dell’ Associazione bancari italiani, ad agosto hanno toccato i minimi degli ultimi 12 mesi. Il tasso sui prestiti in euro alle famiglie italiane per l’ acquisto di abitazioni – che sintetizza l’ andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo – è risultato pari al 3,60% dal 3,68% del mese precedente. L’ anno prima era al 3,95%. Non che il denaro sia regalato, tanto che le associazioni dei consumatori, Codacons in testa, continuano a denunciare che gli italiani sono le cenerentole d’ Europa, in quanto si trovano con i conti correnti e i mutui più cari di tutti. Ma di certo gli spread a livelli bassi aiutano ad affrontare le spese. Le vetrine delle banche, dal canto loro, sono tornate a sponsorizzare i prodotti per la casa, un po’ per scelte di marketing autonome, un po’ per la spintarella ricevuta dal Governo, che col Decreto Imu ha approvato un capitolo intitolato “Misure per l’ accesso alla casa e il sostegno al settore immobiliare”. Sarà l’ onnipresente Cassa Depositi e Prestiti a mettere a disposizione delle filiali italiane oltre due miliardi di euro di liquidità da utilizzare per erogare mutui per l’ acquisto della prima casa e al tempo stesso ad acquistare obbligazioni bancarie nell’ ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti derivanti da mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali. Una mossa che servirà a decongestionare l’ attivo degli istituti di credito, liberando nuove risorse da destinare ai prestiti per le famiglie. Le motivazioni dell’ esecutivo partono con le migliori intenzioni del mondo, ovvero dalla «necessità di garantire alloggi in affitto a canone moderato a favore delle categorie sociali tradizionalmente svantaggiate (disoccupati, pensionati, immigrati)», e di soddisfare i «nuovi fabbisogni abitativi soprattutto da parte di lavoratori atipici, anziani, studenti, giovani coppie, famiglie monoreddito, genitori separati». La realtà dei fatti dice però che in Italia i lavoratori precari sono circa il 13% del totale, ma quando si tratta di comprar casa l’ incidenza dei mutui concessi a chi ha un contratto a termine, rispetto al totale dei finanziamenti accordati, si riduce drasticamente: secondo un rilevamento del portale Mutui. it i beneficiari “atipici” di un prestito sono appena il 2,7% del totale. Il profilo di cliente preferito dalle banche cui concedere un mutuo, lo delinea uno studio di Crif: è un adulto tra i 35 e i 44 anni (sono il 34,15% del totale contro il 29,1% dei giovani tra i 29 e i 34 anni) che chiede intorno ai 127mila euro (ne chiedeva 130 lo scorso anno) da restituire per lo più in 25 o 30 anni. Se poi non ce la fa a pagare, sempre con il recente Decreto Imu, il governo ha rinnovato il finanziamento con 40 milioni di euro del “Fondo di solidarietà” per l’ acquisto della prima casa che prevede la sospensione del pagamento delle rate dei mutui in caso di perdita del posto di lavoro, grave infortunio o morte del mutuatario. In soli tre mesi di funzionamento del Fondo, sono state 3.659 le famiglie che hanno sospeso per 18 mesi il pagamento delle rate dei mutui, per un controvalore di 356,3 milioni di euro di debito residuo.
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