11 Settembre 2013

Stangata carburanti, assorbono il 12,7% del reddito annuale

Stangata carburanti, assorbono il 12,7% del reddito annuale 

Benzina a un euro al litro per un anno: questa la provocazione lanciata dall’ Adoc di fronte al caro carburanti, che ha un impatto del 12,7 per cento annuale sul reddito dei consumatori italiani e che vede l’ Italia fra i primi posti in Europa per l’ elevato prezzo di benzina e diesel, preceduta solo da Norvegia e Olanda. In Italia si spende in media il 12,3 per cento in più rispetto al resto d’ Europa. “Il costo dei carburanti sottrae il 12,7% del reddito annuale di ogni cittadino italiano – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’ Adoc – una spesa enorme da sostenere per le famiglie ma spesso inevitabile a causa della pessima mobilità del Paese, soprattutto nelle grandi città. L’ Italia è il terzo Paese europeo dove la benzina costa di più, solo Norvegia e Olanda hanno prezzi alla pompa più alti. Ma godono di redditi medi maggiori, con la conseguenza che l’ impatto dei rifornimenti è molto minore. Per un cittadino tedesco la spesa per i carburanti assorbe solo il 6,5 per cento del reddito annuale, in Francia l’ impatto è al 7,7 per cento, in Spagna dell’ 8 per cento. Il caro benzina è intollerabile e insopportabile, in Italia si spende in media il 12,3 per cento in più che nel resto d’ Europa, addirittura il 25 per cento in più che nella vicina Svizzera. Negli ultimi cinque anni il prezzo della verde è cresciuto mediamente del 10 per cento l’ anno, causando seri e irreparabili danni economici sia ai consumatori che alle imprese. Una situazione insostenibile che ci spinge a lanciare questa provocazione: benzina ad 1 euro al litro per un anno. Forse in questo modo – conclude l’ Adoc – si ridarebbe fiato alle famiglie e si darebbe il via al rilancio dei consumi”. Non solo il già caro-carburanti, ora addirittura ci potrebbe essere l’ ulteriore stangata. Sono infatti giorni “caldi” per il prezzo dei carburanti: come accade ormai da tempo, l’ inasprirsi di alcuni conflitti nel mondo arabo fa scattare immediati rialzi sui prezzi alla pompa di benzina e diesel. E l’ effetto Siria si fa sentire: negli ultimi giorni si contano già ben quattro ritocchi all’ insù ai listini. Eppure nel fine settimana le quotazioni internazionali hanno confermato un trend in discesa con la benzina che ha perso 9,5 euro/mille litri e il diesel 4,5. “Adesso, molto dipenderà dall’ andamento dei mercati nelle prossime ore per vedere se anche sulla rete carburanti nazionale si registreranno segnali di inversione di rotta in uno scenario che, tuttavia, resta in divenire” si legge in una nota di Quotidiano Energia. La spiegazione dei conflitti internazionali non convince Federconsumatori: “Puntualmente, come succede nei grandi esodi, il prezzo della benzina aumenta e ciò ormai non dovrebbe più fare notizia, anche se le istituzioni dovrebbero maggiormente verificare e controllare. Assistiamo perciò in questa ultima settimana ad una variazione di prezzo in aumento di 4-5 centesimi al litro con punte anche di 6-7 centesimi. Ribadendo che tutto ciò non è assolutamente giustificato, visto che, per quanto riguarda la quotazione internazionale del petrolio è solo di qualche giorno fa e quindi un adeguamento all’ insù si verifica con velocità della luce, cosa inammissibile”. Michele GiulianoQuotazioni in ribasso, perché gli aumenti?Le stesse quotazioni del greggio sono oggi in discesa, eppure oggi gli automobilisti pagheranno in più per ogni pieno di benzina di 50 litri circa 3 euro. “Se questi aumenti non dovessero rientrare si tratta di una stangata per gli automobilisti di 72 euro annui e con un esborso complessivo, solo per la benzina, di 72 milioni di euro ogni mese pari a 864 milioni di euro nell’ arco dell’ anno” denuncia Federconsumatori che ribadisce la necessità di un’ attenta vigilanza delle responsabilità istituzionali a partire al Ministero delle Sviluppo Economico, accompagnata da una seria razionalizzazione e modernizzazione dell’ intera filiera petrolifera, anche attraverso l’ apertura di vendita presso i grandi centri commerciali e la distribuzione no-logo. Intanto il Codacons denuncia prezzi fino a 2 euro al litro in alcuni distributori in autostrada, che speculano sul controesodo estivo degli italiani. L’ Associazione lancia anche un appello agli automobilisti imbottigliati sulle autostrade: “Fotografate i listini con i prezzi record pubblicheremo tutto e si potrà aderire all’ azione risarcitoria per i danni da speculazione sui carburanti”. (mg)

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