3 Ottobre 2013

Un gustoso pic nic in refettorio per non versare più di 4,8 euro

Un gustoso pic nic in refettorio per non versare più di 4,8 euro

Marianna Vazzana MILANO MENSE SCOLASTICHE: genitori insoddisfatti e bimbi scontenti. A tre settimane dall’ inizio delle lezioni i pranzi per gli alunni sono al centro di una polemica che tocca più città. Dito puntato sui rincari ma anche sulla qualità dei cibi. A Milano mamme e papà sono in rivolta, tanto che la settimana scorsa il Codacons ha diffidato l’ ufficio scolastico territoriale di Milano e la società Milano Ristorazione, chiedendo di garantire il diritto di «scelte alimentari autonome». In pratica, la possibilità di potersi portare la «schiscetta» da casa. «Di certo ? ha sottolineato una mamma, Fiammetta Leoni ? bisognerebbe aumentare la qualità del servizio e abbassare i costi». «Certamente la situazione desta preoccupazione ? ribatte l’ ufficio scolastico territoriale di Milano ?, c’ è difficoltà da parte dei dirigenti scolastici a gestire il fenomeno, delicato, che riguarda la partecipazione dei bambini alla mensa. Bisogna evitare discriminazioni, considerare che il pasto è un momento educativo. È anche vero che le scelte dei singoli enti sono dettate da dati reali, da mancanza di risorse». A SESTO SAN GIOVANNI il cambiamento è stato il passaggio dalla mensa a forfait a quella a consumo. Secondo: sono state aggiunte nuove fasce Isee per evitare di omologare nuclei in condizioni economiche diverse tra loro. Le soluzioni non garbano ai genitori: basta guardare le tabelle coi confronti delle tariffe. Il risparmio non c’ è per tutti, anzi. Considerando ad esempio la fascia di reddito da 18.500 a 21.500 la tariffa passa da 768 euro (2012) a 877 euro l’ anno, quindi c’ è un ritocco di 109 euro. Per chi supera i 21.500 euro di reddito, la differenza è di 178 euro l’ anno. Il costo a pasto con le nuove tariffe oscilla tra 0,75 centesimi (fascia sociale) e 5,50 euro (fascia massima) ? il Comune paga 7 euro ? e questo causa altro malcontento. La situazione riguarda 4.825 bambini tra materne ed elementari: c’ è chi ritira i figli alle 12 e li riporta a scuola alla ripresa delle lezioni pomeridiane, altri hanno sottoscritto una petizione per chiedere la possibilità di introdurre il pranzo al sacco. Sono state raccolte mille firme per ottenere una retromarcia. Per l’ 11 ottobre è indetta una giornata di protesta. IL QUADRO non migliora a Legnano, dove le scuole interessate sono 13 tra elementari e medie. Scudi levati contro le rette giudicate troppo elevate (un pasto costa 6,50 euro ai non residenti e 6,15 ai residenti, nella fascia di reddito più elevata). A Lecco, nel rione Acquate e in centro, 300 famiglie devono far fronte ai rincari, visto che il costo di un pasto è passato da 5,75 euro a 6,02. E a Merate 450 famiglie si trovano a dover sborsare 6 euro anziché 5: dal 21 al 25 ottobre i bimbi sciopereranno, e mangeranno a casa.

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