2 Ottobre 2013

«Parlamentari, fermatevi finché potete»

«Parlamentari, fermatevi finché potete»

di Serena Gasparoni «Fermatevi finché siete in tempo. Rimettete al centro il Paese con la sua voglia di crescere. Ve lo chiedono le imprese artigiane della provincia di Treviso». Confartigianato Treviso, Cna e Artigianato Trevigiano hanno deciso questa mattina di pubblicare su “la Tribuna di Treviso” una lettera aperta, un appello ai parlamentari per dire basta a promesse mancate, interessi di bottega di partiti in continua campagna elettorale e vicende personali in perenne sopravvento sulle ragioni di imprese e lavoratori. Hanno deciso di dire basta nel giorno che segnerà il futuro del nostro Paese, con il voto di fiducia al Governo Letta. «Un Parlamento in cui prevalgono irresponsabilità, insensibilità e personalismi fa a pugni con l’ Italia che lavora e produce», affermano, aggiungendo un lungo elenco di promesse naufragate: «La riduzione delle tasse, togliere l’ iniquità dell’ Imu sui capannoni, abolire il Sistri. Abbiamo bisogno di buona politica, non dello spettacolo cui siamo oggi costretti ad assistere». La crisi di Governo per la provincia di Treviso implica rischi concreti. Qualche esempio? Si attende ancora lo stanziamento di circa 500 milioni di euro per gli ammortizzatori in deroga (la cassa integrazione degli artigiani) che, nella sola provincia di Treviso, coinvolgono circa 10 mila lavoratori. E ancora: questa crisi comporta il blocco dei trasferimenti ai Comuni per pagare gli arretrati alle imprese fornitrici. «Per fare un esempio, coinvolte da questi mancati trasferimenti sono più di mille imprese edili artigiane in provincia di Treviso, stiamo parlando di quasi 70 milioni di euro», ha detto Mirco Casteller, Confartigianato Marca Trevigiana. Ma i mancati trasferimenti ai Comuni mettono a rischio anche gli stipendi dei dipendenti della macchina pubblica. Associazioni e sindacati esprimono la loro contrarietà: «Il destino di un Paese non può essere oggetto di una trattativa o di un ricatto», ha detto Alfonso Lorenzetto, presidente di Cna Treviso. «L’ aumento dell’ Iva, il rincaro della benzina, il prospettato aumento degli acconti Ires e Irap, il crollo della borsa e l’ incremento dello spread sono frutto principalmente dell’ instabilità politica che allontana la ripresa economica. L’ azione di Governo deve continuare per mettere in campo le riforme che servono al Paese, a cominciare dalla riduzione della spesa pubblica». «Di fronte a una crisi di tale entità ci vorrebbe una guida sicura», dice Giacomo Vendrame, leader Cgil Treviso. «Bisognerebbe traguardare almeno degli obiettivi minimi come la riduzione dell’ imposizione fiscale e il rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga. Il rischio è altrimenti mettere a repentaglio la sostenibilità delle famiglie in maniera irreparabile». «Dalla politica atteggiamento irresponsabile», ha dichiarato Mario Pozza, Confartigianato Marca Trevigiana. «Ci vuole uno scatto d’ orgoglio da parte di imprese e cittadini. Manifestare il proprio dissenso, nelle piazze o alle urne». Intanto l’ instabilità di Governo ha portato alla mancata approvazione dei provvedimenti di legge per lo stop dell’ aumento Iva dal 21 al 22 per cento. Codacons ha rivolto un appello ai commercianti del Veneto per bloccare i prezzi fino al 31 dicembre. Proposta già accolta da molti, come le catene di supermercati Alì come afferma il presidente Francesco Canella. «Il Gruppo Alì ha deciso di accollarsi l’ incremento dell’ iva, mantenendo invariati i prezzi al pubblico: è un momento difficile per le famiglie». Molti non hanno avuto scelta, come conferma Stefano Mazzoli, referente Ascom Treviso per il centro storico: «I prezzi sono già stati fatti a inizio stagione, o stabiliti dalle case madri. Impossibile ora effettuare un aggiustamento in corsa. L’ aumento eroderà i pochi margini dei commercianti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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