1 Ottobre 2013

Aumenta l’ Iva, rincarala benzina

Aumenta l’ Iva, rincarala benzina

ROMA Shopping più amaro da oggi: con l’ aumento dell’ aliquota Iva, dal 21 al 22%, gran parte dei prodotti rincareranno. Il ritocco dei prezzi spazierà dalle scarpe ai frigoriferi, dai cosmetici alla parcella degli avvocati, dalle auto ai detersivi, dal vino al caffè. Si salva, invece, la maggior parte degli alimentari anche, se con il rincaro dei carburanti (+1,5 cent da oggi proprio a causa dell’ aumento dell’ Iva), si rischia nei prossimimesi un effetto di aumenti a cascata. Intanto, pur nelle incertezze del momento, il governo continua a lavorare alla legge di stabilità. L’ appuntamento è per il 15 beni da una fascia di tassazione (sono tre: 22%, 10% e 4%) a un’ altra mantenendo comunque complessivamente l’ invarianza di gettito. Se Letta otterrà la fiducia e se il confronto con Bruxelles verrà accelerato, è possibile che il primo strumento utile per affrontare la questione possa essere proprio la legge di stabilità. Aperto anche il dossier Imu (vedere articolo qui a lato, ndr). Oggi è dunque il giorno dell’ Iva: prezzi più cari per una lunga lista di prodotti. Con l’ aumento al 22% «l’ Italia si colloca tra le tassazioni indirette più alte dei Paesi dell’ Unione Europea», afferma la Coop, che stima «un aumen di ottobre – impossibili accelerazioni – e la legge dovrebbe annoverare, tra le misure principali, il taglio del cuneo fiscale, che sarà selettivo, puntando a favorire quelle imprese che creano nuova occupazione e che aumentano la produttività. to complessivo dello 0,4% sul totale dei beni e servizi commercializzati». «A subire l’ aggravio più pesantecommenta invece Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – saranno gli acquisti dei pro In base ai calcoli fatti dalle associazioni dei consumatori le famiglie pagheranno in più da 200 a 350 euro dotti made in Italy che costituiscono l’ asse portante del nostro manifatturiero». L’ aumento dell’ Iva dal 21 al 22 per cento, «avrà ricadute negative su moltissimi prodotti di largo consumo già depressi» con un impatto sulle famiglie da 207 a 260 euro l’ anno (62 euro solo per l’ ultimo trimestre ottobre- dicembre 2013), affermano Adusbef e Federconsumatori che denunciano «un boomerang per le casse dello Stato, con un minor gettito stimabile in circa 300 milioni di euro al mese». Per il Codacons, invece, la stangata arriverà a costare fino a 349 euro a famiglia su base annua. Nelle prossime settimane il governo, se otterrà la fiducia, dovrebbe anche rimettere mano al dossier Iva con la revisione delle aliquote. In altri termini, una complessiva riforma della tassa sui consumi, per incentivare l’ emersione di alcuni settori e tassarne maggiormente altri. Lo ha annunciato domenica lo stesso premier Enrico Letta. Ma la strada per una revisione del paniere non è in discesa. Innanzitutto ci sono i vincoli di Bruxelles, perchè l’ Iva è un’ imposta europea. Il dossier poi si presenta comunque delicato perchè l’ obiettivo è quello di spostare alcuni.
 

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