28 Settembre 2013

Mps verso nuove esternalizzazioni

Mps verso nuove esternalizzazioni

 

 

ALTRI 2.500 esuberi, che si aggiungerebbero alle 4.600 uscite già dichiarate e in parte realizzate su un totale di 32.000 dipendenti, 8.000 dei quali in Toscana. Ci sarebbe anche questo nella correzione al piano industriale di Mps, che la Banca continua a discutere con governo e Ue. E la nuova “terapia” – che punta anche sulla chiusura di altri 150-200 sportelli (ne sono già stati eliminati 400), oltre alla ricapitalizzazione da 2,5 miliardi e alla riduzione del portafoglio di titoli di Stato – dovrebbe avere ricadute occupazionali in Toscana tra Siena e Firenze attraverso una ulteriore esternalizzazione di servizi. La prima versione del piano prevedeva l’ esternalizzazione di una parte dei servizi di back-office, che si svolgono in cinque sedi tra cui soprattutto Siena e Firenze e a cui fanno riferimento tra l’ altro le lavorazioni su conti correnti, incassi e pagamenti, monetica (pos), amministrazionetitoli ed estero: una newco, alla quale Mps parteciperebbe con Bassilichi e/o Accenture, dovrebbe prendere in carico circa 1.110 dipendenti. La correzione di queste ore punterebbe all’ esternalizzazione anche di servizi di It (Information technology, ovvero servizi informatici) a cui fanno capo circa 1.000 dipendenti anche questi in buona parte tra Siena e Firenze ma anche in altre sedi. Indiscrezioni. Perché per ora la Banca mantiene un riserbo che ha indotto Fisac-Cgil a confermare lo sciopero che si è svolto ieri, oltre a quello del prossimo venerdì 4 ottobre. «Dalla Commissione Europea – dice Antonio Damiani di Fisac-Cgil – si fa sapere che il rinvio dell’ approvazione del piano di Mps è legato a questioni di sostanza e non solo formali. La situazione è drammatica, ribadiamo la richiesta di un incontro ai vertici della Banca perché ci sia spiegato il piano» aggiunge il sindacalista. «L’ adesione allo sciopero – aggiunge una nota Fisac-Cgil che è contraria alle esternalizzazioni – conferma che i lavoratori sono contro la volontà aziendale di escluderli dal confronto e dalla discussione sul loro lavoro e il loro futuro. Abbiamo saputo che molte agenzie delle 2.500 dislocate su tutto il territorio nazionale erano chiuse per lo sciopero, attendiamo i dati ufficiali dall’ azienda» ha sottolineato Damiani. Intanto il consiglio comunale di Siena giovedì sera ha approvato a maggioranza un documento che chiede alla nuova deputazione della Fondazione Mps presieduta da Antonella Mansi di valutare la possibilità di promuovere l’ azione di responsabilità nei confronti della gestione dell’ Ente appena scaduta e guidata da Gabriello Mancini. Sul piede di guerra, ma in questo caso contro i passati vertici della Banca presieduta da Giuseppe Mussari, anche 200 piccoli risparmiatori e due azionisti senesi della Banca. All’ apertura del processo a Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri, per ostacolo alla vigilanza in relazione ai contratti con Nomura, oltre a Banca Mps e Bankitalia, alle associazioni di consumatori Adusbef, Codacons e Confconsumatori, hanno infatti chiesto di potersi costituire parte civile anche loro. «Lamentiamo un danno patrimoniale di circa 20 milioni di euro e un danno morale non quantificabile in termini economici» sostiene Francesco Murgia che assiste i 200 piccoli risparmiatori. «Il portafoglio titoli – ha aggiunto Murgia – è stato distrutto dal vecchio board della banca. L’ omissione di comunicazione all’ organo di controllo ha un riflesso sul mondo dell’ economia e dei risparmiatori, sono loro i destinatari della tutela, sono loro che hanno investito in titoli e si sono trovati in mano carta straccia ». Ieri del caso Mps si è occupato anche un report del Fondo monetario internazionale, che giudica cruciale il risanamento di Rocca Salimbeni per tutto il sistema bancario italiano.© RIPRODUZIONE RISERVATA.

maurizio bologni

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