27 Settembre 2013

Banca Mps chiede di costituirsi parte civile Ma solo nei confronti di Gianluca Baldassarri

Banca Mps chiede di costituirsi parte civile Ma solo nei confronti di Gianluca Baldassarri

 

UN’ UDIENZA VELOCE. C’ era da aspettarselo. Del resto, tra richieste di costituzione delle parti civili e questioni preliminari (peraltro non affrontate), nessuno pensava che il primo atto del processo immediato contro gli ex vertici di Rocca Salimbeni (Giuseppe Mussari e Antonio Vigni) e l’ ex capo dell’ area finanza Gianluca Baldassarri ? accusati di ostacolo alla vigilanza in concorso per aver «occultato» il mandate agreement sottoscritto con Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria ? entrasse subito nel merito. Ma già dalle prime mosse delle parti, si delineano le strategie processuali. A cominciare da quella sulla presenza in aula dei tre imputati. Ieri davanti al collegio ? Leonardo Grassi (presidente), Nadia Garrapa e Paolo Bernardini ? si è presentato solo Gianluca Baldassarri che, benché ancora agli arresti domiciliari, ha chiesto e ottenuto di potersi presentare senza essere accompagnato dai carabinieri. Così intorno alle 9.15 è arrivato a Palazzo di Giustiza con i suoi difensori, gli avvocati Filippo Dinacci e Stefano Cipriani. Assenti, invece, l’ ex presidente del Monte e l’ ex direttore generale. «Ci sarà al momento opportuno», anticipa l’ avvocato di Giuseppe Mussari, Tullio Padovani. «Mussari verrà perché vorrà essere interrogato. Ha la consapevolezza di essere perfettamente innocente» e per questo, conclude Padovani (che assiste l’ ex presidente con il collega Fabio Pisillo), «al momento opportuno ci sarà». Mentre Vigni, secondo quanto afferma il suo difensore Enrico Di Martino ci sarà già dalla prossima udienza. Udienza che il presidente del collegio ha fissato per giovedì prossimo, 3 ottobre. Un rinvio dettato dall’ esigenza di valutare la legittimità a costituirsi parte civile dei soggetti che, attraverso i loro legali, ne hanno fatto richiesta. Se, infatti, appare pacifica l’ ammissione di Bankitalia (che risulta parte offesa), il collegio dovrà esaminare le numerosissime richieste di costituzione presentate da Adusbef, Codacons, Confconsumatori, oltre ad altri azionisti rappresentati dall’ avvocato Paolo Emilio Falaschi. Ma i giudici dovranno anche esprimersi sulla richiesta di banca Mps di costituirsi solo contro Baldassarri e non verso Mussari e Vigni (nei confronti dei quali è già aperta un’ azione di responsabilità civile davanti al tribunale di Firenze). «Mps è un soggetto quotato e sottoposto alla vigilanza della Banca d’ Italia, per cui averla ostacolata determina un danno reputazionale per la banca» afferma in aula il difensore di Rocca Salimbeni, Giovanni Accinni, spiegando che fu Baldassarri a firmare il mandate agreement che, occultato a Bankitalia, nascondeva la vera natura dell’ operazione di ristrutturazione del prodotto strutturato Alexandria. La procura, con il pm Giuseppe Grosso, aveva chiesto un rinvio al pomeriggio per l’ esame delle richieste, ma il presidente del collegio accogliendo le istanze dei tre imputati ha optato per un rinvio di otto giorni. Il tribunale ha invece respinto la richiesta dell’ avvocato di Gianluca Baldassarri, Filippo Dinacci, di fissare l’ udienza ad altra data, perché il 3 ottobre sarà impegnato a Milano nel processo Mediatrade. Giovedì prossimo, dunque, si riprenderà con l’ ammissione o meno delle parti civili e la discussione delle questioni preliminari. Poi si entrerà nel merito della discussione. A cominciare dall’ ascoltare i testi convocati da accusa e difese. I magistrati hanno convocato 16 testimoni, tra i quali l’ ad di Mps Fabrizio Viola che nell’ ottobre del 2012 ritrovò il mandate agreement nella cassaforte dell’ ufficio occupato in passato dal suo predecessore Antonio Vigni. I testimoni chiamati dai legali di Mussari sono 23, mentre sono 42 quelli di Baldassarri e 30 quelli di Vigni. Anche la Banca d’ Italia, che è parte offesa nel procedimento, ha chiesto che vengano ascoltati 4 testimoni. La sentenza potrebbe arrivare già entro la fine dell’ anno. Il presidente Grassi ha, infatti, annunciato che la prossima volta comunicherà la «calendarizzazione» da qui a dicembre. Anche perché proprio il dottor Grassi è stato assegnato alla corte d’ appello e qualora il suo trasferimento diventasse operativo il processo dovrebbe ricominciare con un nuovo giudice.

 

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