27 Settembre 2013

Il commercio va al minimo

Il commercio va al minimo

 

MILANO. Le vendite al dettaglio segnano ancora un calo, perdendo a luglio lo 0,3% su giugno e lo 0,9% rispetto a dodici mesi prima. In termini tendenziali le vendite sono così in diminuzione da più di un anno, registrando il tredicesimo calo consecutivo, ai livelli minimi da dodici anni. È quanto rileva l’ Istat. L’ indice destagionalizzato del valore delle vendite scende a 95,3, il dato più basso dal novembre del 2001.A pesare è soprattutto il settore non alimentare. Diverse le reazioni. «Questo certifica – ha commentato Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione – un clima di sofferenza per il commercio al dettaglio. I primi segnali positivi, come la crescita del clima di fiducia dei consumatori, ancora non riescono a tradursi in una concreta ripresa della domanda interna». Confcommercio nota «la fine delle caduta, e una sostanziale stabilizzazione sui livelli del bimestre maggiogiugno ». Ma aggiunge: «Se il crollo è terminato e la ripresa è ancora solo annunciata, è evidente che nuovi eventuali incrementi delle imposte avrebbero la conseguenza di schiacciare nuovamente i consumi verso il basso». Più duro il Codacons: «È la prova del nove che questa crisi è, per l’ Italia, una crisi di consumi e che per uscirne occorre ridare capacità di spesa al ceto medio, diventato oggi povero». Per questo «non va aumentata l’ Iva»

 

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