Mps, aperto e subito rinviato il primo processo a Mussari
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
Aperto e subito rinviato al 3 ottobre il primo processo sull’ acquisizione di Antonveneta da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena che vede imputati l’ ex presidente Giuseppe Mussari, l’ ex dg Antonio Vigni e l’ ex capo area finanza Gianluca Baldassarri. Per l’ accusa avrebbero «occultato» il contratto stipulato dal Monte con Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria. La richiesta di costituirsi parte civile, presentata dai nuovi vertici di Giuseppe Mussari Rocca Salimbeni, da Banca d’ Italia, da tre Associazioni di consumatori e dai piccoli azionisti, ha costretto i giudici a concedere una settimana di tempo ai difensori per studiare le carte presentate stamani. Un processo molto atteso a Siena, anche se l’ unico imputato presente ieri in aula era Baldassarri (agli arresti domiciliari dopo essere stato quasi 6 mesi in carcere), e dagli stessi magistrati titolari dell’ inchiesta (Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso). A un anno e mezzo dal blitz del 9 maggio 2012, quando oltre 100 finanzieri si presentarono nella sede del Monte, nelle abitazioni private e negli uffici degli ex vertici (ma anche nelle sedi di 11 banche, del Comune e della Provincia di Siena) hanno portato i primi imputati a processo. Davanti ai giudici del tribunale di Siena – Leonardo Grassi (presidente), Nadia Garrapa e Paolo Bernardini – Mps ha chiesto di costituirsi parte civile solo nei confronti di Baldassarri. Una decisione spiegata dall’ avvocato Giovanni Accinni («l’ istituto ha subito quantomeno un danno re putazionale oltremodo significativo«), perchè contro Mussari e Vigni è stata presentata azione di responsabilità al tribunale civile di Firenze. L’ udienza è fissata per il 16 dicembre. Analoga richiesta, ma contro tutti gli imputati è stata presentata poi da Banca d’ Italia (che è anche parte offesa nel procedimento), da Adusbef, Codacons, Confconsumatori, da circa 200 risparmiatori e da due soci senesi. «Questo è un caso paradigmatico del reato di ostacolo all’ attività di vigilanza, in cui c’ è stato l’ occultamento di un documento» ha spiegato Olina Capo lino, legale di Bankitalia. In assenza di Mussari e Vigni sono stati i loro legali, al termine dell’ udienza, a parlare con i giornalisti e, dopo aver assicurato la presenza dei loro assistiti nelle udienze future, «quando si entrerà nel merito», a rispondere su alcune delle accuse formulate dai pm. Il contratto con Nomura, ritrovato il 10 ottobre scorso dall’ ad di Mps Fabrizio Viola nella cassaforte dell’ ufficio di Vigni, secondo il difensore dell’ ex dg, in realtà era «nella cassaforte ufficiale di Mps: nessuno ha tentato di nasconderlo».4.
domenico mugnaini
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: bankitalia, monte dei paschi, mps, mussari, nomura
