26 Settembre 2013

Mps: aperto e subito rinviato primo processo a Mussari

Mps: aperto e subito rinviato primo processo a Mussari  

(dell’inviato Domenico Mugnaini) (ANSA) – SIENA, 26 SET – Aperto e subito rinviato al 3 ottobre il primo processo sull’acquisizione di Antonveneta da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena che vede imputati l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’ex dg Antonio Vigni e l’ex capo area finanza Gianluca Baldassarri. Per l’accusa avrebbero ”occultato” il contratto stipulato dal Monte con Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria. La richiesta di costituirsi parte civile, presentata dai nuovi vertici di Rocca Salimbeni, da Banca d’Italia, da tre Associazioni di consumatori e dai piccoli azionisti, ha costretto i giudici a concedere una settimana di tempo ai difensori per studiare le carte presentate stamani. Un processo molto atteso a Siena, anche se l’unico imputato presente oggi in aula era Baldassarri (agli arresti domiciliari dopo essere stato quasi 6 mesi in carcere), e dagli stessi magistrati titolari dell’inchiesta (Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso). A un anno e mezzo dal blitz del 9 maggio 2012, quando oltre 100 finanzieri si presentarono nella sede del Monte, nelle abitazioni private e negli uffici degli ex vertici (ma anche nelle sedi di 11 banche, del Comune e della Provincia di Siena) hanno portato i primi imputati a processo. Davanti ai giudici del tribunale di Siena – Leonardo Grassi (presidente), Nadia Garrapa e Paolo Bernardini – Mps ha chiesto di costituirsi parte civile solo nei confronti di Baldassarri. Una decisione spiegata dall’avvocato Giovanni Accinni (”l’istituto ha subito quantomeno un danno reputazionale oltremodo significativo”), perchè contro Mussari e Vigni è stata presentata azione di responsabilità al tribunale civile di Firenze. L’udienza è fissata per il 16 dicembre. Analoga richiesta, ma contro tutti gli imputati è stata presentata poi da Banca d’Italia (che è anche parte offesa nel procedimento), da Adusbef, Codacons, Confconsumatori, da circa 200 risparmiatori e da due soci senesi. ”Questo è un caso paradigmatico del reato di ostacolo all’attività di vigilanza, in cui c’è stato l’occultamento di un documento” ha spiegato Olina Capolino, legale di Bankitalia. In assenza di Mussari e Vigni sono stati i loro legali, al termine dell’udienza, ha parlare con i giornalisti e, dopo aver assicurato la presenza dei loro assistiti nelle udienze future, ”quando si entrerà nel merito”, a rispondere su alcune delle accuse formulate dai pm. Il contratto con Nomura, ritrovato il 10 ottobre scorso dall’ad di Mps Fabrizio Viola nella cassaforte dell’ufficio di Vigni, secondo il difensore dell’ex dg, in realtà era ”nella cassaforte ufficiale di Mps: nessuno ha tentato di nasconderlo”. Ancor più deciso l’avvocato Tullio Padovani, che insieme a Fabio Pisillo difende l’ex presidente: ”Mussari è più che innocente, è una vittima. Aspettiamo il processo con serena coscienza di poter dimostrare l’innocenza di Mussari se disporremo di un processo serio e onesto”. In aula ‘battaglia’ sulle date tra i giudici e l’avvocato Filippo Dinacci, che insieme a Stefano Cipriani difende Baldassarri, che il 3 ottobre è impegnato nel processo Mediatrade a Milano. Intanto i magistrati proseguono il lavoro per chiudere con le richieste di rinvio a giudizio (il termine scade il 3 ottobre) l’inchiesta principale su Antonveneta. Un lavoro che li ha portati a iscrivere nel registro degli indagati un consulente esterno di Mps, l’avvocato Michele Alberto Crisostomo. Per l’accusa quest’ultimo avrebbe avuto il compito di elaborare e redigere i contratti relativi all’operazione di rafforzamento patrimoniale di Mps, nascondendo al Collegio sindacale, e quindi all’Autorità di vigilanza, l’esistenza di una indemnity rilasciata a JP Morgan e di un addendo contrattuale fra la banca d’affari e Mps. La posizione del consulente, secondo quanto spiegato da una fonte vicina all’inchiesta, potrebbe portare i magistrati a chiedere l’archiviazione per i tre componenti dell’allora collegio sindacale, Tommaso di Tanno, Pietro Fabbretti e Leonardo Pizzichi, che insieme ad altre 8 persone (fisiche e giuridiche) il 30 luglio scorso avevano ricevuto la notifica di conclusione delle indagini. Intanto sul fronte istituzionale il sindaco di Siena Bruno Valentini ha annunciato ‘un libro bianco’ sulla storia recente della Banca e della Fondazione Mps. (ANSA).

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