Equitalia, tangenti in cambio di favori «Corruzione seriale»
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
di Fiammetta Cupellaro wROMA Un ex dirigente di Equitalia, un impiegato, un imprenditore, un commercialista e il «solito» intermediario. Questi i ruoli ricoperti dai cinque indagati finiti nell’ inchiesta per corruzione condotta dalla procura di Roma e che ieri ha scosso Equitalia. Il procuratore aggiunto Nello Rossi, che ha coordinato il lavoro dei due pm romani esperti di reati economici, ieri l’ ha detto chiaramente: «Siamo davanti ad una corruzione sistemica, seriale: un metodo». Dunque, quelli emersi, non sono considerati dai pm isolati casi di corruzione commessi da impiegati infedeli, ma facevano parte di «sistema» che consentiva ai cinque di intascare mazzette in cambio di «favori». Sul registro degli indagati sono finiti Roberto Damassa l’ ex direttore generale del Lazio; Salvatore Fedele, impiegato di Roma che Equitalia aveva già sospeso; il commercialista Domenico Ballo; l’ imprenditore Romolo Gregori rappresentante legale della Gresa srl e il consulente Alberto Marozzi. Su ordine della procura sono state eseguite 29 perquisizioni a carico sia di imprenditori che funzionari a Roma, Venezia, Genova, Latina, Tivoli, Napoli e Caserta. Setacciati uffici ma anche abitazioni private. Perquisito lo studio di Francesco Pasquini direttore generale della Liguria, già al vertice di Equitalia Lazio. Il manager non è indagato ma con lui, si legge nel decreto di perquisizione, «i favoritismi raggiungevano l’ apice». Secondo i pm Francesca Loy e Francesco Ciardi, titolari dell’ inchiesta, Pasquini «dimostrava in più occasioni di agevolare la posizione debitoria delle persone fisiche e giuridiche che gli venivano sottoposte, di volta in volta, da Roberto Damassa». Il sistema scoperto dalla Guardia di Finanza era questo. L’ ex dirigente Damassa (che aveva mantenuto preziosi contatti all’ interno di Equitalia) e l’ impiegato Fedeli con la complicità del commercialista Ballo «taroccavano» le carte in modo da bloccare le procedure di esecuzione immobiliare a carico di «amici» indebitati con il fisco o con l’ Inps, in cambio della promessa di tangenti. In pratica, i funzionari di Equitalia avrebbero accolto pur senza averne i requisiti, le istanze di rateizzazione delle imposte. Non solo. In molti casi avrebbero fatto apparire come versati, sempre da parte degli imprenditori «amici», i contributi previdenziali dell’ Inps anche con la manomissione del database dell’ istituto. Come anticipo per il «favore» chiedevano il versamento di una «bustarella» di mille euro. Ancora da quantificare l’ ammontare della somma complessiva che bisognava pagare per addolcire le cartelle esattoriali. Gli importi emersi finora non sembrano ingenti, ma i magistrati sono convinti che grazie all’ inchiesta «è stata individuata una rete di contatti» e quindi ipotizzano che gli episodi siano molti di più di quelli fino adesso ricostruiti: circa una decina e si fermano al maggio 2012. L’ indagine è nata da una costola di un procedimento denominato «All inclusive» dell’ aprile scorso e che riguardava il fallimento di due società di proprietà della famiglia Roscioli, albergatori romani da tre generazioni. Ma dagli accertamenti, ha detto ieri il procuratore Rossi, la lista delle persone e delle piccole e medie imprese, coinvolte nella compravendita di favori sembra molto più lunga. «Equitalia sta collaborando con gli inquirenti» fa sapere in una nota l’ istituto che si trova ancora una volta al centro di un caso giudiziario. Additata nei mesi scorsi come «vessatrice» di cittadini, Equitalia è stata spesso al centro di proteste e polemiche a causa dei metodi di riscossione definite dalle associazioni di contribuenti e da molti amministratori locali «troppo penalizzanti». E il Codacons ha già annunciato che si costituirà parte civile.©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Tags: contribuenti, Equitalia, fisco, parte civile, Procura di Roma
