20 Settembre 2013

21 milioni di debiti ”dilazionati”: scandalo corruzione in Equitalia

21 milioni di debiti ”dilazionati”: scandalo corruzione in Equitalia

Giulia Nitti Scandalo corruzione in Equitalia, dove ieri la Guardia di Finanza ha fatto irruzione negli uffici di mezza Italia. Sono indagate 5 persone, tra cui il direttore regionale per la Liguria di Equitalia Nord Francesco Pasquino (la società riscuote in Piemonte, Valle d’ Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige), ma le abitazioni e gli uffici di altre 19 persone sono stati perquisiti. L’ ipotesi di reato a carico degliindagati è corruzione, si sospetta che abbia concesso dei favori su alcune cartelle esattoriali e si parla di numerosi episodi, per un totale di 21 milioni di euro di debiti “dilazionati”. Da Venezia a Caserta Il caso è molto esteso: oltre agli uffici di alcuni funzionari e diverse sedi dell’ Inps le Fiamme Gialle hanno perquisito 29 sedi di Equitalia a Genova, Roma, Tivoli Venezia, Caserta, Napoli e altre città. Sono in corso anche perquisizioni in abitazioni e uffici di imprenditori e si parla di tre acquisizioni documentali negli uffici di Equitalia, dell’ Inps e presso i domicili degli indagati. L’ indagine è coordinata dalla Procura di Roma. Mazzette, rateizzazioni e dati falsi Secondo l’ accusa i funzionari degli uffici esattoriali, previo il pagamento di mazzette, garantivano vantaggi, come rateizzazioni, a imprenditori e professionisti, anche in assenza di requisiti. Gli investigatori, inoltre, ritengono che le cinque persone indagate avrebbero anche interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali (di qui le perquisizioni all’ Inps) alterando così sia la correttezza dei dati relativi ai pagamenti, sia la loro visibilità, con l’ obiettivo di ottenere la rinuncia, da parte dell’ ente di riscossione, ad adottare procedure di esecuzione immobiliare. In cerca di prove Ma come hanno precisato ieri gli inquirenti, l’ indagine è solo all’ inizio e le perquisizioni di ieri rappresentano un primo “step” dell’ inchiesta nella sua fase delle indagini preliminari. Gli investigatori stanno cercando indizi, prove, conferme a quello che sta emergendo dalle indagini (anche grazie alle intercettazioni ambientali). Non è ancora del tutto chiaro, per esempio, quanto abbiano ricevuto i funzionari “corrotti” dagli imprenditori. Se e quanto dei debiti tributari siano stati cancellati, e quanti invece rateizzati. Equitalia: “Stiamo collaborando” Immediato è arrivato il comunicato s tampa di Equitalia, dove si legge che la società “sta già collaborando con gli inquirenti affinché venga fatta piena luce sui fatti oggetto di indagine e sulle eventuali responsabilità”.”A tal fine”, prosegue la nota, “rimarrà a disposizione per fornire tutti i documenti e le informazioni necessari e procederà a porre in essere le opportune iniziative a tutela della funzione pubblica dell’ agente della riscossione e della propria immagine”. Mdc: “Gravissimo: affamavano famiglie ma prendevano tangenti” Ma l’ amarezza e la rabbia dei contribuenti, in queste ore, è irrefrenabile. Anche le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra, e hanno diramato comunicati di fuoco, chiedendo subito di fare chiarezza “Le indagini devono andare a fondo a quello che per noi oggi è un vero paradosso”, dice il Movimento difesa del cittadino. “La macchina che per tanto tempo ha affamato le famiglie con le sue cartelle pazze e i suoi salassi viene indagata addirittura per corruzione nella riscossione dei tributi. L’ alterazione della correttezza dei dati nei versamenti e la concessione di rateizzazioni in cambio di denaro è un reato grave e discriminatorio, soprattutto alla luce di tutti i problemi causati da questo grande e disorganizzato apparato”. Il Codacons: “Al processo saremo parte civile” Anche Carlo Rienzi del Codacons non lesina le parole, annunciando l’ intenzione dell’ associazione di costituirsi parte civile qualora l’ inchiesta sfociasse in un processo penale. “Gli illeciti contestati dalla Procura di Roma sono gravissimi e rappresentano un danno non solo per i contribuenti onesti, ma per tutti i cittadini, considerate le ripercussioni sul fronte delle entrate fiscali”, ha spiegato il presidente. “Se da un lato, infatti, gli utenti italiani sono spesso ‘tartassati’ da Equitalia, con cartelle esattoriali non sempre corrette, dall’ altro si scoprono oggi favoritismi e corruzione finalizzati ad agevolare imprenditori e professionisti, mentre i contribuenti onesti fanno i salti mortali per pagare i propri debiti”.

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