Corruzione: perquisite diverse sedi di Equitalia
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fonte:
- il Salvagente
Irruzione della Guardia di Finanza negli uffici di Equitalia di mezza Italia. Sono indagate 5 persone, tra cui il direttore regionale per la Liguria di Equitalia Nord Francesco Pasquino (la società riscuote in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige). L’ipotesi di reato a carico di Pasquino è corruzione, si sospetta che abbia concesso dei favori su alcune cartelle esattoriali e si parla di numerosi episodi.
Da Venezia a Caserta
Il caso è però molto esteso, e coinvolge più persone: oltre agli uffici di alcuni funzionari e diverse sedi dell’Inps le Fiamme Gialle hanno fatto irruzione in 29 sedi di Equitalia a Genova, Roma, Tivoli Venezia, Caserta, Napoli e altre città. Sono in corso anche perquisizioni in abitazioni e uffici di imprenditori e si parla di tre acquisizioni documentali negli uffici di Equitalia, dell’Inps e presso i domicili degli indagati. L’indagine è coordinata dalla Procura di Roma.
Mazzette, rateizzazioni e dati falsi
Secondo l’accusa i funzionari degli uffici esattoriali, previo il pagamento di mazzette, garantivano vantaggi, come rateizzazioni, a imprenditori e professionisti, anche in assenza di requisiti. Gli investigatori, inoltre, ritengono che le cinque persone indagate avrebbero anche interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali (di qui le perquisizioni all’Inps) alterando così sia la correttezza dei dati relativi ai pagamenti, sia la loro visibilità, con l’obiettivo di ottenere la rinuncia, da parte dell’ente di riscossione, ad adottare procedure di esecuzione immobiliare.
Equitalia: “Stiamo collaborando”
Immediato è arrivato il comunicato s tampa di Equitalia, dove si legge che la società “sta già collaborando con gli inquirenti affinché venga fatta piena luce sui fatti oggetto di indagine e sulle eventuali responsabilità”.”A tal fine”, prosegue la nota, “rimarrà a disposizione per fornire tutti i documenti e le informazioni necessari e procederà a porre in essere le opportune iniziative a tutela della funzione pubblica dell’agente della riscossione e della propria immagine”.
Mdc: “Gravissimo: affamavano famiglie ma prendevano tangenti”
Ma l’amarezza e la rabbia dei contribuenti, in queste ore, è irrefrenabile. Anche le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra, e hanno diramato comunicati di fuoco, chiedendo subito di fare chiarezza “Le indagini devono andare a fondo a quello che per noi oggi è un vero paradosso”, dice il Movimento difesa del cittadino. “La macchina che per tanto tempo ha affamato le famiglie con le sue cartelle pazze e i suoi salassi viene indagata addirittura per corruzione nella riscossione dei tributi. L’alterazione della correttezza dei dati nei versamenti e la concessione di rateizzazioni in cambio di denaro è un reato grave e discriminatorio, soprattutto alla luce di tutti i problemi causati da questo grande e disorganizzato apparato”.
Il Codacons: “Al processo saremo parte civile”
Anche Carlo Rienzi del Codacons non lesina le parole, annunciando l’intenzione dell’associazione di costituirsi parte civile qualora l’inchiesta sfociasse in un processo penale. “Gli illeciti contestati dalla Procura di Roma sono gravissimi e rappresentano un danno non solo per i contribuenti onesti, ma per tutti i cittadini, considerate le ripercussioni sul fronte delle entrate fiscali”, ha spiegato il presidente. “Se da un lato, infatti, gli utenti italiani sono spesso ‘tartassati’ da Equitalia, con cartelle esattoriali non sempre corrette, dall’altro si scoprono oggi favoritismi e corruzione finalizzati ad agevolare imprenditori e professionisti, mentre i contribuenti onesti fanno i salti mortali per pagare i propri debiti”.
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