18 Settembre 2013

Brunetta contro i ritocchi alle accise «Basta con il governo della benzina»

Brunetta contro i ritocchi alle accise «Basta con il governo della benzina»

 

Si prende con la sinistra per dare con la destra. O viceversa. Il cambio merci: congelamento dell’ Iva in cambio dell’ aumento delle accise sui carburanti – ventilato in questi ultimi giorni di affannosa ricerca di coperture finanziarie – fa gridare allo scandalo il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. L’ economista bolla come \u201cministri della benzina\u201d la compagine di Palazzo Chigi. «Basta con i trucchi e con gli inganni, non vogliamo più i ministri della benzina, basta con i ministri della benzina», ammonisce Brunetta, intervistato da Maurizio Belpietro a \u201cLa Telefonata\u201d, su Canale 5. «Se Saccomanni pensa di fare il ministro della benzina penso che abbia sbagliato mestiere. Saccomanni, o Zanonato, ma lo stesso Letta. Glielo dico in faccia: basta con i ministri della benzina, basta con il governo della benzina. Questo perché, ha spiegato, «la benzina è un fattore produttivo fondamentale, un bene di consumo, un bene anfibio, serve per produrre, per fare reddito ma è anche un bene di consumo finale. Non può essere il punto dove si scaricano tutte le tensioni e le inefficienze del sistema. Se è così, glielo dico anche forte: il governo non va più avanti. Su 800 miliardi di spesa pubblica possibile che solo con l’ aumento delle accise sulla benzina si possono trovare delle risorse? Siamo seri, per favore», ha concluso Brunetta. Pungolatore instancabile del governo (come nel caso Imu), Brunetta, incassa a stretto giro l’ appoggio sia dei produttori che dei consumatori. Assopetroli, l’ associazione degli industriali petroliferi, dice basta «bancomat» delle accise. E in un’ audizione sull’ Imu, in Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, «contesta l’ ennesimo inasprimento, non solo dell’ incremento degli acconti Ires e Irap che graverebbe sulle imprese privandole di preziose risorse, ma soprattutto contesta l’ aumento delle accise che viene disposto per far cassa, nonostante lo stesso foverno e le forze politiche tutte, si fossero fermamente, e platealmente, espresse contro ogni aumento della tassazione indiretta». Nel decreto, rivela Assopetroli, «è stata inserita una clausola che prepara la strada al governo per il consueto passaggio al \u201cbancomat\u201d delle accise». Insomma, per l’ Associazione è ora di varare «riforme serie e strutturali tagliando la spesa improduttiva». I consumatori, come quelli del Codacons, chiedono di cercare altrove i quattrini che servono. Dove? Per esempio aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie, titoli di Stato esclusi. Una tassa che non inciderebbe sui consumi, dato che chi ha capital gain si presume riesca ad arrivare a fine mese». Il problema accise no, accise sì, potrebbe anche ingigantirsi e non è detto che spostare dall’ Iva ai carburanti assicuri il gettito necessario. Tanto più che nei primi 8 mesi dell’ anno (fonte Unione Petrolifera), il gettito di imposte sui prodotti energetici è calato di oltre 770 milioni. A fine anno potrebbe sfondare quota un miliardo. «Nei primi 8 mesi dell’ anno», spiegano dall’ Up, «il gettito fiscale (accise + Iva) stimato, tenuto conto del calo registrato dai consumi, è risultato in diminuzione di circa 770 milioni di euro (di cui 315 di sole accise) rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso (-3,1%)». Non è infatti così automatico che ad un aumento dell’ imposizione fiscale corrisponda una fonte certa di gettito. Anzi. Ricordate la tassa sui macchinoni o quella sulle imbarcazioni private o i jet? O l’ aumento dell’ Imposta di monopolio sui tabacchi? Aumentarla ha dirottato i consumatori verso il contrabbando o altri prodotti (trinciati) con un calo di gettito di oltre 1 miliardo. Provocando l’ ennesimo buco di bilancio.

an. c.

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