Codacons all’ attacco: subito il risarcimento
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fonte:
- La Nazione
IL CODACONS , l’ associazione di tutela dei consumatori, ha presentato nei giorni scorsi una formale diffida alla dirigenza della protezione civile nazionale e al Ministero dell’ ambiente affinché le due amministrazioni avvino il procedimento per la richiesta di risarcimento per danno ambientale dopo il naufragio della Costa Concordia all’ Isola del Giglio del 13 gennaio del 2012. «E’ trascorso, ormai, oltre un anno e mezzo dal naufragio della Costa Concordia ? scrivono i legali di Codacons nella loro diffida ?, il relitto della nave si trova ancora adagiato sulla costa dell’ Isola del Giglio. Non sono ancora stati resi noti gli interventi necessari per risanare i danni all’ habitat che la sua permanenza ha causato. E sono ancora incerti i passaggi che porteranno al recupero del danno ambientale». Il Codacons cita anche i test realizzati dal battello Poseidon dell’ Arpat della Toscana che nei giorni scorsi, dopo le rilòevazioni intorno al relitto «hanno rilevato concentrazioni non irrilevanti ditensioattivi, composti organici che si trovano nei detersivi, intorno all’ area dove la nave è naufragata. Gli stessi armatori della Costa parlano di «alcune centinaia di chili» di detersivi. Praticamente tutti quelli che si trovavano nelle bottiglie non sigillate prima dell’ incidente. Questo significa che tali concentrazioni, che fanno già paura, potrebbero moltiplicarsi per via dei prodotti sigillati che rischiano di rompersi e disperdersi nel mare». Il testo unico ambientale qualifica infatti «illecito ? chiude Codacons ? un qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell’ utilità assicurata da quest’ ultima. Da quanto si apprende, in considerazione anche dell’ interrogazione posta in essere dal Presidente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, nulla di tutto quanto previsto dal Tua. è stato fatto, né dal Ministero, né dalla Costa Crociere che ha causato questo gravissimo danno ambientale, né dagli organi preposti al Controllo, alla vigilanza sul piano di ripristino. Se le amministrazioni non provvederanno, l’ associazione sarà costretta a prendere il loro posto avviando una azione legale tesa a ottenere tutte le misure idonee a tutelare l’ ambiente, oltre al risarcimento dei danni subiti dagli abitanti dell’ Isola».
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