Medici, enti e manager verso il processo «La prof Modena non ha preso un euro»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
di VALENTINA BELTRAME TRENTAQUATTRO imputati e quindici enti, per un totale di 49 persone tra fisiche e giuridiche che rischiano di finire a processo. Sono i numeri dell’ udienza preliminare, che si terrà probabilmente a fine anno in tribunale a Modena, sulla maxi inchiesta dei Nas relativa alle sperimentazioni nel reparto di Cardiologia del policlinico di Modena. Il pm Marco Niccolini è quindi intenzionato a portare in giudizio quasi tutte le multinazionali del biomedicale che erano finite sul registro degli indagati, i loro legali rappresentanti e un buon numero di medici e ricercatori. Tra quest ultimi ci sono i camici bianchi che erano finiti in manette il 9 novembre scorso, tra cui l’ ex primario Maria Grazia Modena e il direttore del laboratorio di Emodinamica Giuseppe Massimo Sangiorgi. SAREBBERO una decina coloro ai quali la Procura contesta l’ associazione a delinquere finalizzata a corruzione, truffa al sistema sanitario nazionale e falso. Le accuse nei confronti degli indagati sono state riformulate, alcune posizioni sarebbero state insomma ?alleggerite’ rispetto alle ipotesi di reato iniziali. L’ impianto accusatorio (all’ inizio gli indagati erano 60, quindi sono una trentina le richieste di archiviazione), dopo gli interrogatori e le memorie difensive presentate dagli avvocati, ha comunque retto: si ipotizza un sistema illecito gestito da Sangiorgi, che avrebbe effettuato con la collaborazione di altri medici e il consenso della Modena sperimentazioni non autorizzate, ricevendo compensi dalle ditte biomedicali in cambio dell’ utilizzo dei loro presidi medici, promettendo pubblicazioni a loro favorevoli sulle riviste scientifiche. Tra gli imputati illustri figurerebbe anche l’ ex direttore generale del Policlinico, Stefano Cencetti, accusato ?solo’ di omissione di atti d’ ufficio per non aver bloccato uno studio ?clandestino’. Sulle accuse contestate alla prof Modena, intervengono i suoi avvocati, Luigi Stortoni e Massimiliano Iovino di Bologna: «Vogliamo precisare ? dice il professor Stortoni ? che non abbiamo ancora avuto la possibilità di vedere la richiesta di rinvio a giudizio. La professoressa Modena respinge le accuse formulate contro di lei. Vogliamo affermare inoltre che sotto il profilo economico la nostra assistita non ha mai percepito un centesimo in modo illecito. Lo stesso procuratore capo Zincani ci ha sempre dato atto di ciò. E’ contestata l’ ipotesi di corruzione ma i soldi, che secondo l’ accusa sarebbero confluiti dalle multinazionali biomedicali alle Onlus costituite dal coimputato (Sangiorgi, ndr ), non sono stati toccati dalla professoressa Modena né direttamente né indirettamente. La nostra assistita è coinvolta in relazione all’ omesso controllo. Per quanto riguarda le sperimentazioni, nessun paziente è stato sottoposto a studi inconsapevolmente e la professoressa non è accusata né di lesioni né di violenza privata». INTANTO il Policlinico e il Codacons si preparano a costituirsi parte civile nel corso della prossima udienza preliminare. Anche la Regione in questi mesi ha seguito passo passo l’ inchiesta e potrebbe costituirsi parte lesa con l’ assessorato alla Sanità. Il Codacons in particolare rappresenterà i diritti di decine di cittadini che si sono rivolti all’ associazione. Tutti coloro che non lo avessero ancora fatto possono contattare il Codacons chiamando il numero verde 800 050 800.
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