12 Settembre 2013

Per il gas bollette giù del 2%

Per il gas bollette giù del 2%

Federico Rendina ROMA Promessa quasi mantenuta: cambia radicalmente il mercato internazionale del gas, sempre più orientato alla competizione sui prezzi spot con ottime opportunità per i grandi operatori. E la nostra Authority per l’ energia ha rivoluzionato i criteri di adeguamento trimestrale delle bollette “di maggior tutela”, l’ eredità delle vecchie tariffe amministrate alle quali rimangono saldamente affezionate le famiglie italiane (e fanno bene viste le note trappole dei contratti sul mercato libero dell’ energia). Un 2013 all’ insegna di un calo dei prezzi del metano del 7% per la famiglia tipo, con un risparmio medio di almeno 90 euro l’ anno. Lo aveva promesso l’ Authority. E così sarà. O meglio, dovrebbe essere. Dopo i ritocchi all’ ingiù di aprile e luglio «dal primo ottobre dovrebbe esserci la terza riduzione di prezzo, che dovrebbe portare a una riduzione cumulata quanto meno al 7% sul periodo aprile-dicembre» ha detto ieri in un’ audizione alla commissione Industria del Senato. I consumatori apprezzeranno doppiamente, perché – rimarca Bortoni – da ottobre «si ha il picco dei consumi per il semestre invernale: quindi che ci sia una riduzione in vista dell’ inverno è veramente importante». Certo, a mitigare la buona notizia c’ è l’ analisi subito diffusa da una delle principali associazioni dei consumatori, il Codacons. Che vorrebbe qualcosa di più. La nuova riduzione appena annunciata da Bortoni «è ancora insufficiente» incalza l’ associazione. Se infatti è vero – spiega in una nota – che nel periodo aprile-dicembre le bollette del gas caleranno quasi del 7%, è altrettanto vero che negli ultimi anni nel nostro paese le tariffe energetiche hanno registrato rincari che portano i cittadini italiani a pagare bollette più salate rispetto alla media Ue». In particolare «nella seconda metà del 2012 rispetto all’ anno precedente le famiglie italiane – puntualizza l’ associazione – hanno visto crescere la loro bolletta elettrica dell’ 11,2% contro una media europea del 6,6%, mentre per il gas l’ incremento è stato del 10,6%, contro una il 10,3% del resto d’ Europa». E così «per il gas le famiglie italiane hanno speso lo scorso anno 9,5 euro per 100 chilowattora a fronte di un prezzo medio Ue di 7,2 euro». Sta di fatto che l’ Authority sembra aver esplorato tutti i margini tecnici per dare sostanza all’ operazione, sulla base di un percorso graduale in tre fasi che traguarda la meta. Nella prima fase, partita il primo aprile scorso e che si chiuderà alla fine di questo mese, il prezzo del gas all’ ingrosso è stato ricalcolato portando dal 5% al 20% il peso ponderale delle quotazioni spot sui mercati esteri rispetto alla vecchia egemonia dei più onerosi contratti di lungo periodo (take or pay). Dal primo ottobre la rivoluzione: il calcolo avverrà sul 100% dei prezzi spot formati dalla borsa gas, il mercato a termine che il Gme ha appena battezzato nella sua versione definitiva. Tutto sarà completato tra un anno, quando l’ Authority verificherà l’ opportunità (lo annuncia fin d’ ora) di «introdurre specifici strumenti per tutelare i consumatori da eventuali picchi di prezzo o da improvvise carenze di gas». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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