Medicina, la carica dei 2.821 «I test un male necessario»
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fonte:
- Corriere di Bologna
I test d’ ingresso all’ Università sono «un male necessario, una prassi consolidata in attesa di escogitare qualcosa di meglio». A sostenerlo è il rettore dell’ Alma Mater Ivano Dionigi che ieri mattina è passato dai padiglioni della Fiera mentre era in corso la prova per entrare ai corsi di Medicina e Odontoiatria. Il suo pensiero va a chi ce la farà, ma soprattutto a chi non passerà l’ esame, «non devono demordere – dice -, non devono autoemarginarsi ma sentirsi parte di questo Paese». «I giovani che non trovano il lavoro, questa è la tragedia – prosegue Dionigi -. Facciamo una moratoria e per tre mesi tutti, la politica, le istituzioni, i mass media, parliamo solo del problema giovanile e del lavoro che non si trova». Una proposta che trova subito il consenso del segretario generale della Camera del lavoro Danilo Gruppi, «facciamo una moratoria di quattro mesi – dice -, dedicando un mese in più a parlare di tutti quelli che non hanno un lavoro». Sono arrivati all’ ingresso Michelino della Fiera fin dall’ alba i candidati ad entrare a Medicina. Erano iscritti in 3.086, si sono presentati in 2.821, «l’ 8% di assenti, un dato fisiologico», assicura il presidente della scuola di Medicina Luigi Bolondi. Il più anziano è del ’54, ma quasi tutti hanno tra i 18 e i 20 anni. In palio i 440 posti di Medicina e chirurgia (di cui 40 per extracomunitari) e i 30 di Odontoiatria. Alle 11 è iniziata la prova, unica in tutta Italia, che darà vita a una graduatoria per la prima volta nazionale. Cento i minuti a disposizione, 60 i quesiti, di cui 5 di cultura generale (Strauss-Kahn era a capo della Banca centrale europea o del Fondo monteraio internazionale?), 25 di logica, il resto di biologia, chimica, fisica. «Tutto si è svolto in tranquillità», commenta Bolondi. I primi sono usciti verso le 12,30. Ad attenderli il volantinaggio di alcuni studenti del coordinamento universitario Link e la protesta del Codacons che propone un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro il numero chiuso. «Fa piacere che ancora su Bologna gravitino tante richieste – dichiara il rettore -, superiori all’ anno scorso, ma non riesco solo a rallegrarmi di questo, perché il mio pensiero da un po’ di tempo va anche alla fine, quando questi ragazzi si laureano. Alcuni di loro avranno un primo successo, nell’ essere ammessi, e avranno un binario privilegiato perché quasi sicuramente troveranno un lavoro. E tutti gli altri di oggi, degli altri giorni e delle altre università? Io credo che siamo arrivati al nodo e prima ce lo diciamo tutti e meglio è». Da qui la proposta di mettere al centro dell’ agenda di tutti «il problema giovanile in Italia e il mancato lavoro, per 3 mesi parliamo solo di questo». Intanto c’ è il test, un «male necessario». Così come il bonus maturità, che proprio ieri è stato abolito dal ministero. «Non mi sembrava irrazionale – commenta ancora il rettore -, ma ha avuto diverse controindicazioni». In ogni caso, prosegue, «il curriculum delle superiori deve contare, non si può affidare tutto a un test, bisogna trovare le modalità giuste per valutare il percorso precedente anche per dare più tono alle superiori». In attesa di ulteriori novità, per sapere chi ce l’ ha fatta la prima data utile è il 30 settembre. Marina Amaduzzi [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.
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