Maledizione slot machine sul governo
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
Maledizione slot machine sul governo
Un pasticcio. Di quelli che succedono quando nelle aule sono in pochi a sapere cosa votano quando lo votano. E così ieri, al Senato, il Pd si è diviso sul voto e il governo è stato battuto su una mozione della Lega Nord che vieta per un anno l’ apertura di nuovi centri per i giochi d’ azzardo elettronico on line e nei luoghi aperti al pubblico. Una mozione che vale 6 miliardi di euro di gettito in meno per lo Stato e che ha fatto infuriare, fino a minacciare la restituzione delle deleghe, il sottosegretario all’ Economia, Alberto Giorgietti, proprio mentre Roberto Maroni, segretario uscente del Carroccio, si rallegrava con i suoi su Twitter: “Bravi senatori leghisti. E adesso governo a casa!!!”. NON APPENA si è diffusa la notizia dell’ approvazione della mozione/blocco su nuove slot, gli operatori del settore hanno minacciato il blocco della raccolta, mentre il Codacons gioiva: “Ora chiediamo noi il blocco immediato della raccolta”. La mozione della Lega ha toccato un nervo scoperto sulle sensibilità intorno al gioco d’ azzardo: sempre ieri mattina in aula, è stata respinta al mittente un’ altra mozione, targata stavolta M5S che proponeva tra le altre cose “la cancellazione dell’ articolo 14 del decreto Imu che prevede il condono per le società concessionarie di slot machine”. “Invece di pagare i 98 miliardi di multa, poi ‘scontati’ dalla Corte dei Conti a 2,5 miliardi – ha raccontato il primo firmatario, il grillino Sergio Endrizzi – i ‘signori dell’ azzardo’, grazie al governo Letta, ora dovranno restituire allo stato solo 611 milioni di euro”. Pd e Pdl si sono astenuti (al Senato è voto contrario) tanto che il documento ha ricevuto “solo 76 voti favorevoli: M5S, Lega, Sel, Scelta Civica, sei dissidenti Pd e due dissidenti Pdl”. Alla fine è intervenuto il ministro del-l’ Economia Fabrizio Saccomanni dichiarando che il governo non potrà tenere conto della mozione perché “il dispositivo è inapplicabile”. La vicenda ha fatto scattare l’ allarme rosso per il governo anche sul decreto Imu, ma si profila, sul tema giochi un ”settembre nero”. La mozione della Lega e’ solo l’ ultimo atto di una telenovela iniziata il 6 luglio 2011, quanto l’ allora ministro Giulio Tremonti inserì in una manovra estiva, l’ apertura di mille nuove sale giochi, per raggranellare risorse. Norma votata allora dalla Lega. “Compiremmo un atto illegittimo – ha scritto in una nota (seccata) lo stesso Saccomanni – perché si determinerebbe un contenzioso con i circa 200 operatori italiani ed esteri che hanno ottenuto la concessione, si riaprirebbe un contenzioso comunitario, dopo due procedure di infrazione chiuse nel 2010, si otterrebbe di spostare in massa i giocatori verso il mercato illegale e, di conseguenza, si perderebbe della possibilità di contrastare il gioco patologico e l’ accesso dei minori al gioco”. Ciò detto, il governo “si augura che il Parlamento riconsideri la posizione espressa” . Casomai votando in massa una mozione contraria a quella che è stata approvata ieri mattina. Per giunta, a larga maggioranza. Non sarà facile. BEL PASTICCIO. Anche perché, a quanto sembra, il Pd è spaccato sulla materia. Giorgietti, alla fine, si è visto rinnovare la fiducia da Saccomanni e resterà al suo posto ma, intanto, si apre un secondo fronte sul gioco d’ azzardo. Il decreto Imu prevede intatti, come copertura, un condono per le aziende del settore, che in base a una sentenza della Corte dei Conti dovrebbero versare 2,5 miliardi allo Stato. Dalla sanatoria il governo conta di incassare 600 milioni, ma oggi M5S ha preannunciato emendamenti contro questo articolo, che si aggiungerebbero a quello già pronto di alcuni deputati del Pd: “Proporrò – ha spiegato la piddina Margherita Miotto – non la cancellazione di quell’ articolo, ma la sostituzione della cifra di 600 milioni con quella dovuta dalle aziende, 2,5 miliardi; paghino quanto devono”.
di sara nicoli
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