6 Settembre 2013

Meglio cominciare a chiedersi perchè

Meglio cominciare a chiedersi perchè

Ai confini della realtà era una bella serie televisiva in bianco e nero, la trasmettevano quando ero piccola; era molto intrigante. Più o meno si svolgeva così: i protagonisti, partendo da una situazione di ordinaria quotidianità, scivolavano lentamente in una sorta di incubo dal quale non sapevano più come uscire. A me è successa più o meno la stessa cosa, quando ho voluto andare a vedere cosa c’ è dietro le quinte di questo ridicolo teatrino. Il nostro Paese, purtroppo e non penso sia un segreto, assomiglia molto alla carcassa d’ un grosso animale, un grande dinosauro spolpato da un migliaio d’ avvoltoi e la nostra piccola città è un caso emblematico di come il potere di questo genere riesca ad operare indisturbato ed essere semplicemente devastante. Siamo molto più inquinati di Taranto, ma da noi non ci sono “cause” contro nessuno. I cittadini sono lasciati soli con i loro problemi e dubbi; probabilmente quelli di Brescia nord pensano che sia un problema di quelli che abitano nella parte sud della città, mentre chi abita nella parte sud magari pensa che il problema sia di quelle persone che abitano proprio vicino alle zone dove non si può calpestare l’ erba nei prati; chi abita in provincia, ad esempio in Franciacorta, forse pensa d’ essere indenne dall’ inquinamento e pensa che riguardi per lo più la provincia a sud della città. Questi a loro volta probabilmente stanno in fiducia e non si danno la briga d’ andare a vedere, non sanno che fare, a chi rivolgersi e così il caso sollevato tempo fa dalla trasmissione tv Presadiretta piano piano si smonta e torna la pace e il silenzio, nel nostro caso pace e silenzio assumono una connotazione sinistra. Ma purtroppo o per fortuna, la pioggia cade dal cielo e porta in profondità tutto quello che è in superfice così anche le cose peggiori nascoste nelle discariche, un po’ alla volta scendono sino ad arrivare alle falde dell’ acqua, che poi esce dai nostri rubinetti e l’ aria diventa sempre più pesante. L’ aria e l’ acqua non seguono i confini tracciati sulle mappe dei nostri burocrati, sono libere d’ andare dove gli pare. L’ inceneritore oltretutto, costruito con i fondi che avrebbero dovuto essere dedicati alle energie rinnovabili, continua a produrre aria fresca e nano particelle che entrano nel nostro Dna ma non si vedono e, quindi, occhio non vede cuore non duole come recita il vecchio detto. Nessuno ha più tempo, tutti corrono e si affannano per arrabattarsi, o semplicemente per sopravvivere. “Siamo tutti dentro ad una grande ruota da criceto” e si deve correre e tenere il ritmo, una quotidianità stipata, congestionata di cose da fare; sì, sempre più gente deve correre per sopravvivere e allora non c’ è più tempo d’ occuparsi di nulla che non sia un’ emergenza, tanto meno dell’ ambiente, che sembra riguardare tutti in generale ma nessuno in particolare. Una scocciatura! Da schivare o giustamente delegare a coloro che dovrebbero occuparsene, una rottura di scatole che sembra non toccare nessuno in prima persona, ma questo fa parte della natura umana, schivare i problemi e delegare il più possibile, e noi siamo diventati così bravi a delegare che ci sembra ovvio e normale che altri si occupino di queste cose per noi e cercare di capire cosa succede veramente un’ offensiva mancanza di fiducia. Non c’ è più senso critico! Si delega, in fiducia, in modo acritico e senza la possibilità di controllare! Abbiamo da molto, troppo tempo, smesso di chiederci il perché delle cose, si ubbidisce e basta. I risultati sono sottocchi di tutti! Abbiamo perso l’ abitudine di chiederci perché! Di domandarci il perché delle cose. Ad esempio andando sul sito della Codacons, si può vedere che a Taranto è stata avviata una causa collettiva contro le amministrazioni ed enti che hanno nascosto e minimizzato i danni ambientali provocati dall’ Ilva, mettendo in pericolo la salute dei cittadini. Potremmo iniziare a farci una domanda semplice: come mai a Taranto la Codacons ha avviato una causa collettiva di questo genere e a Brescia no? Però la risposta datevela da soli e se volete fare qualcosa di più telefonate alla Codacons e domandatelo a loro. Se poi volete esagerare, prendete la tv, imballatela con cura e mettetela in cantina. Cominciate ad impicciarvi, uscite di casa e guardatevi attorno e cominciate a chiedervi perché. Il perché di tutto ciò che non capite. Un grande saluto a tutti, vi voglio bene ed ho fiducia nel genere umano, in ognuno di voi. Alessandra.
 

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