6 Settembre 2013

Test università Ricorso Codacons alla Corte dei Conti

Test università Ricorso Codacons alla Corte dei Conti

 I 1.312 candidati? Aspettino: la data del loro esame è ancora da fissare. Dopo le imprecazioni e la grande delusione conseguenza dell’ annullamento dei quiz di ingresso alle professioni sanitarie è il momento delle risposte. Peccato che invece che quelle dei test siano è probabile viaggino quelle su carta bollata. Mentre infatti l’ università di Parma ha comunicato in una nota di avere «richiesto al Ministero di stabilire una nuova data per lo svolgimento del test di ammissione che, appena conosciuta, verrà tempestivamente resa nota sul sito web di Ateneo» da parte del Codacons si preparino bordate. Da fare arrivare addirittura ad uno dei massimi organi dello Stato. «Nel merito dei problemi riscontrati a Parma – scrive il Codacons- si stapredisponendo un esposto alla Corte dei Conti, poiché gli errori contenuti nelle domande hanno determinato l’ esigenza di disporre la ripetizione della prova, con conseguenti maggiori costi per la collettività. La magistratura contabile sarà dunque chiamata ad accertare le relative responsabilità e verificare l’ eventuale danno erariale connesso all’ annullamento dei test». Insomma, l’ idea è che qualcuno paghi per l’ errore che è costato quanto meno una perdita di tempo per la legione di aspiranti fisioterapisti, infermieri, logopedisti, radiologi arrivati nella nostra città per il test che avrebbe dovuto aprire loro l’ accesso alle aule. Ma che per una serie di errori è invece stato cancellato a giusto un quarto d’ ora dalla fine del tempo limite. D’ altra parte lo stesso Ateneo ha ammesso che il Consorzio CINECA, dopo un controllo del programma di composizione dei test, ha comunicato di aver commesso un errore nella composizione delle domande, avendo invertito quesiti previsti per le Professioni sanitarie con quelli previsti per Scienze motorie. E tutto è andato a monte. Resta da capire quali saranno i tempi del nuovo test mentre il Codacons approfitta di questo errore per ribadire la propria opposizione al numero chiuso proponendo un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro, appunto, il criterio di selezione all’ ingresso. Ma questo è un tema nazionale: a Parma ora è la cancellazione del test che accende gli animi. E in molti, facendo propria la proposta dell’ Unione degli universitari propongono una richiesta di risarcimenti per le spese degli studenti beffati.

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