Libri più cari per il ritorno a scuola
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
Ancora qualche giorno di libertà e poi di nuovo tutti a scuola. Il ritorno dalle vacanze, per il popolo degli studenti, si sa, è sempre malinconico ma la nostalgia per il tempo trascorso a divertirsi è poca cosa rispetto alle preoccupazioni che già da diverse settimane affliggono le famiglie. Puntuale come ogni anno, con l’ approssimarsi del nuovo anno scolastico, ecco infatti che ritorna l’ incubo del caro libri. Di vera stangata parla il Codacons che ha stimato un aumento della spesa media per l’ acquisto dei libri del 5%. «Lo scorso anno, nella nostra provincia, i tetti stabiliti dal Ministero sono stati superati da oltre la metà degli istituti – evidenzia l’ avvocato Antonio Cardile, presidente del Codacons Messina – e per il 2013 non crediamo possa esserci un’ inversione di tendenza. Anche perché non sono previste sanzioni per chi sfora. Bisognerebbe intervenire innanzitutto con l’ abolizione dei libri consigliati, un’ inutile ipocrisia, mentre un certo abbattimento delle spese si potrebbe avere con l’ introduzione del libro digitale». Ma, scendendo nel dettaglio, quanto si spende in media per l’ acquisto dei libri? Dipende ovviamente dalle classi. Le prime, sia per quanto riguarda le secondarie di primo che di secondo grado, sono quelle più “costose”. «In prima media si arriva a spendere dai 250 ai 280 euro, esclusi i dizionari. Per gli anni successivi, invece, la spesa scende già di un terzo. – spiega Mauro Guglielmo, della libreria “Nunnari e Sfameni”. Le cifre aumentano per chi si appresta a frequentare le superiori. I libri del primo anno di un liceo scientifico, ad esempio, arrivano a costare in totale fino a 320 euro, sempre esclusi i dizionari, il cui prezzo può variare dagli 80 ai 90 euro». Le stesse librerie cercano di soddisfare l’ esigenza di risparmio delle famiglie proponendo anche libri usati. Comprare un libro di seconda mano, però, non è sempre possibile. Bisogna fare i conti con le nuove edizioni indicate dagli insegnanti che su questo argomento si difendono: «Sotto l’ impulso di riforme che si succedono in modo irrazionale, le case editrici si adeguano con nuove edizioni – afferma la prof. Carmelita Paradi so, insegnante di italiano e latino del liceo classico “Maurolico”, istituto che non solo ha ridotto i testi consigliati ma anche introdotto il sistema del comodato d’ uso -. A noi docenti non fa piacere cambiare i libri ogni anno ma dobbiamo seguire la normativa». Ad ogni modo, le opportunità per risparmiare non mancano. Una di queste viene offerta dalle catene di supermercati che consentono alle famiglie di prenotare i testi nei loro punti vendita e risparmiare sulla propria spesa quotidiana grazie al buono emesso per ogni libro acquistato: «Il nostro gruppo offre questo servizio da diversi anni – spiega Rosario Costantino, direttore del punto vendita “Simply” di viale San Martino -, e l’ utenza messinese ha mostrato di saperlo apprezzare. Le richieste sono sempre numerose». «La libreria, però, rispetto al supermercato può vantare un rapporto più diretto con il cliente – ribatte Guglielmo -. Prendiamo il caso dei testi sostituiti all’ ultimo momento dagli insegnanti. Il libraio, quando è possibile, cambia il libro già acquistato». Chiusa la parentesi che vede antagonisti librai e grandi catene, torniamo ai modi per combattere il caro libri. Nuove edizioni permettendo, l’ usato si conferma la strada più percorsa. Nella nostra città la sede storica del mercatino del libro di seconda mano è piazza Municipio, quest’ anno, però, rispetto al passato decisamente meno affollata. Sarà perché i ragazzi, spiegano alcuni genitori, si accordano attraverso i social network, o perché ci si fida di più dell’ usato delle librerie. «Provo sempre prima con l’ usato – racconta Maria Grazia Centi, mamma a caccia di occasioni -, con un solo stipendio, infatti, è impossibile acquistare solo testi nuovi. Per mia figlia, prossima a frequentare il primo anno delle superiori, la cifra si aggira attorno ai 300 euro. Penso che andrebbe maggiormente diffusa la pratica del comodato d’ uso». «Mia figlia invece sta per cominciare la scuola media e dovremo sborsare circa 280 euro esclusi dizionari e cancelleria – sottolinea Enza Gullo -, fortunatamente possiamo usufruire di un buono di 60 euro». “Solo” 150 euro, poiché si tratta di testi del secondo anno di liceo, è la spesa che dovrà affrontare un papà, Giuseppe Caizzone: «Una cifra che comunque pesa – precisa -, è sempre bene dare un’ occhiata all’ usato, ma un’ ottima soluzione, tuttavia, sarebbe rendere detraibili le spese per i libri». Per Maria Pennestrì, infine, altra mamma alle prese con il caro libri, senza un aiuto alle famiglie si mette a rischio il diritto allo studio: «Ci sono genitori, meno fortunati di me, che hanno serie difficoltà economiche. Come possono, con questi costi, garantire ai figli l’ istruzione? Pensiamo all’ università, che non tutti possono permettersi. Quanti talenti non riusciranno ad affermarsi!».3.
roberta cortese
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
- SCUOLA
