5 Settembre 2013

Febbre del Nilo, c’ è un nuovo caso sospetto

Febbre del Nilo, c’ è un nuovo caso sospetto

di BRUNO CANCELLIERI MENTRE c’ è chi, ad esempio il Codacons, rimane esterrefatto perché «in Italia, come nel Terzo Mondo, si può ancora morire di zanzare» ? e si riferisce al decesso della povigliese Iva Chiari ?, un nuovo caso dubbio di Virus del Nilo riscontrato nel Correggese è all’ esame dei laboratoristi del Sant’ Orsola di Bologna. Riguarda un paziente ricoverato nel reparto di Medicina dell’ ospedale correggese. Poiché i suoi sintomi sembrano compatibili con quelli della forma neuroinvasiva di West Nile Disease, i medici del San Sebastiano hanno eseguito il prelievo di liquor cefalorachidiano inviando il campione ai tecnici dell’ ospedale bolognese. Il responso dovrebbe essere noto nella giornata odierna. GUIDO Tirelli, responsabile dell’ Igiene pubblica provinciale Asl, preannuncia intanto per la primavera prossima una campagna larvicida su vasta scala prevista dalla Regione anche in territori comunali che sinora non hanno dovuto effettuare gli interventi di disinfestazione da zanzare e pappataci cui invece la popolazione di pianura è abituata da anni, praticamente da quando ha fatto la sua comparsa in Italia la zanzara ?tigre? (Aedes albopictus). Il distretto montano è raramente coinvolto per la ?tigre?, mentre la zanzara ?nostrana? (Culex) e il pappatacio sono presenti anche a medie altitudini e possono trasmettere l’ infezione pure in queste aree, come dimostrano i recenti casi di West Nile diagnosticati su pazienti di Casalgrande e Quattro Castella. Anche alcuni contagi con Toscana Virus, trasmesso dai pappataci, sarebbero avvenuti in zone collinari e pedecollinari. I sindaci hanno intanto ricevuto la comunicazione Asl che la Sanità pubblica regionale ha già esteso la zona delle disinfestazioni straordinarie fino a 500 metri di altitudine. Questo significa che sono coinvolti anche diversi Comuni montani nel cui territorio si trovano frazioni a meno di 500 metri di altezza. Secondo il Codacons, comunque, «il vero problema è che, in assenza di un serio controllo da parte delle Regioni, i Comuni e le Asl, per risparmiare soldi, hanno smesso di contrastare la proliferazione delle zanzare». L’ accusa è grave, ma può anche apparire impietosa. SUL VERSANTE delle donazioni di sangue, tessuti e organi, ad esempio, da diverse settimane la garanzia è totale poiché ogni sacca di sangue e ogni tessuto vengono sottoposti ad esame supplementare per la West Nile Disease. Molto probabilmente qualche positività è stata individuata, secondo Guido Tirelli, considerata la forte presenza di zanzare infette che possono trasmettere il virus in maniera asintomatica o con lievi reazioni simil-influenzali. In caso di positività però le sacche di sangue vengono scartate. «PRIMA dei controlli supplementari ? informa Giancarlo Tavasanis, storico medico avisino e presidente onorario dell’ Avis provinciale ? i donatori che avevano soggiornato anche un solo giorno in zone endemiche, come ad esempio la Sardegna o alcune aree dell’ Italia del nord, venivano esclusi dalla donazione per 28 giorni. Col controllo straordinario di ogni sacca, non è più necessaria alcuna sospensione temporale. Teniamo comunque presente che la mortalità per Febbre del Nilo è evento assai raro, che 80 infettati su 100 non si accorgono di essere stati infettati e che nei rimanenti 20 le forme encefalomielitiche sono sì e no l’ un per cento».
 
 

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