West Nile, misure insufficienti
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fonte:
- Gazzetta di Reggio
Sono insufficienti le misure finora adottate per contenere il virus della febbre del Nilo Occidentale (West Nile). Lo denunciano i Codacons dopo la morte, nei giorni scorsi a Reggio, di una donna di 82 anni positiva al virus e ricoverata all’ ospedale di Santa Maria Nuova. «Il vero problema – si legge in una nota dell’ associazione – è che, in assenza di un serio controllo da parte delle regioni, i comuni e le Asl, per risparmiare soldi, hanno smesso di contrastare la proliferazioni delle zanzare, come sanno tutti gli italiani che questa estate sono stati tormentati da questi insetti. Le disinfestazioni, infatti, sono fatte ormai in modo saltuario, spesso solo dopo le proteste dei cittadini e, anche i comuni più virtuosi, smettono di disinfestare da fine settembre ad aprile». «Ma il rischio vero, come dimostra il caso di Reggio Emilia – chiosa la nota – è il ritorno di malattie ormai debellate o l’ arrivo di patologie che non avevano mai colpito l’ Italia». Sul caso interviene anche Liana Barbati presidente del gruppo assembleare regionale Italia dei Valori. «Ho appena depositato – spiega Barbati – un’ interrogazione a risposta immediata per conoscere nel dettaglio quali siano le misure di prevenzione e contenimento adottate dalla Regione nei confronti del virus della febbre del Nilo». «La morte di una signora nella mia città, senza contare i numerosi ammalati in tutta Italia, è un evento che mi ha profondamente colpito». «Spero – conclude – che i numerosi tagli effettuati in questi anni alla spesa pubblica non abbiano effettivamente inciso sul contrasto alla proliferazione delle zanzare».
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