24 Agosto 2013

SCANDALO M PS La Consob denuncia i vertici della banca

SCANDALO M PS La Consob denuncia i vertici della banca

L’ associazione dei consumatori svela un esposto della Consob contro gli attuali vertici della banca datato febbraio 2012. E chiede la loro rimozione alla luce degli aiuti di stato ricevuti dall’ istituto. Non solo Giuseppe Mussari ed ex colleghi. L’ affaire MpsAntonveneta potrebbe coinvolgere anche Alessandro Profumo e Fabrizio Viola da oltre un anno alla guida della banca senese. E’ quanto sostiene il Codacons che, citando documenti in suo possesso, ha reso noto che nel febbraio scorso la Vigilanza ha presentato un esposto contro gli attuali vertici del Monte dei Paschi di Siena per aver fornito informazioni «non veritiere o quanto meno omissive» in merito al finanziamento dell’ operazione Antonveneta e alla presunta operazione in titoli di Stato eseguita da Mps con Nomura. Secondo la documentazione citata dall’ associazione, i fatti contestati nell’ esposto presentato dalla Consob si riferiscono, inter alias, a informazioni fornite da Mps in data 23 aprile 2012, 24 aprile 2012, 10 maggio 2012, 25 giugno 2012, 6 luglio 2012, 20 luglio 2012 e 1 ottobre 2012, owero relative alla gestione attuale di Profumo e Viola che hanno però sempre sostenuto di essere stati informati della situazione dei derivati stipulati con Nei primi sei mesi dell’ anno si sono registrate 6.500 nuove procedure fallimentari, in crescita del 5,9% sul 2012. Così la ripresa, nonostante alcuni dati macro incoraggianti, sembra ancora lontana. Sarà anche vero che gli indicatori economici mostrano una luce in fondo al tunnel della recessione, ma per il momento a guardare il mercato del lavoro e la salute delle imprese c’ è poco da festeggiare. Lo testimonia il fatto che anche durante il periodo estivo i Tribunali fallimentari hanno fatto tutto fuorché andare in vacanza: in Italia sono circa 126mila le imprese che hanno in corso ad oggi una procedura concorsuale tra fallimenti e concordati preventivi. Secondo i dati della Camera di commercio di Monza e Brianza, Nomura solo mesi dopo. Eppure la Consob, sempre secondo il Codacons, ha chiesto alla Procura di aprire un’ indagine contro Mps per ostacolo alla vigilanza. Nel secondo documento emerge che la Consob, già a settembre 2012, quando il governo Monti stava elaborando l’ erogazione degli aiuti di Stato da circa 4 miliardi per la banca, aveva perfettamente rico guardando ai soli fallimenti nel primo primo semestre del 2013 si sono registrate circa 6.500 nuove procedure fallimentari, in aumento rispetto allo scorso anno del 5,9%. Si tratta di quasi 36 procedure fallimentari al giorno. E mentre aumentano i fallimenti, anche le imprese storiche fanno fatica a resistere. Per la crisi, tra il 2008 e il 2012 hanno chiuso circa 9mila imprese storiche, cioè con più di 50 anni di attività. Si tratta di 1 impresa storica su 4. Prima del 2008, tra le imprese con più di 50 anni di attività, il medesimo dato si fermava a 1 su 5. A livello territoriale, si registra una variazione più evidente di nuovi fallimenti in Toscana (+33,8% rispetto allo scorso anno), Calabria (+31%) e Trentino Alto Adige (+26,9%). L’ incidenza dei fallimenti è più elevata nosciuto che l’ operazione eseguita da Mps con Nomura poteva nascondere un derivato, per altro senza che, ricordano i consumatori, la Consob sia tutt’ oggi intervenuta per ingiungere a Mps di correggere il bilancio. I documenti della Consob, spiega l’ associazione «confermano quanto il Codacons ha sempre asserito e ha anche chiesto di guardando ai soli fallimenti nel primo primo semestre del 2013 si sono registrate circa 6.500 nuove procedure fallimentari, in aumento rispetto allo scorso anno del 5,9%. Si tratta di quasi 36 procedure fallimentari al giorno. E mentre aumentano i fallimenti, anche le imprese storiche fanno fatica a resistere. Per la crisi, tra il 2008 e il 2012 hanno chiuso circa 9mila imprese storiche, cioè con più di 50 anni di attività. Si tratta di 1 impresa storica su 4. Prima del 2008, tra le imprese con più di 50 anni di attività, il medesimo dato si fermava a 1 su 5. A livello territoriale, si registra una variazione più evidente di nuovi fallimenti in Toscana (+33,8% rispetto allo scorso anno), Calabria (+31%) e Trentino Alto Adige (+26,9%). L’ incidenza dei fallimenti è più elevata in Lombardia, dove si sono iscritte tra gennaio e giugno 2013 più di 1400 procedure di fallimento (1,8 imprese su 1000; +7,5% in un anno). In più della metà dei casi, si tratta di imprese nate tra il 2000 e il 2009 (2,5 imprese su 1000). Dopo la Lombardia, Lazio e Toscana fanno rilevare il dato più alto per nuovi fallimenti in rapporto al numero di imprese attive (in entrambe le regioni 1,5 imprese su 1000 hanno iniziato la procedura di fallimento nei primi sei mesi del 2013). Tra le regioni italiane, la percentuale delle imprese storiche che hanno cessato l’ attività tra il 2008 e il 2012 sale in Calabria e supera la metà delle imprese storiche (53%, circa 250 imprese). In Lombardia, 1 impresa storica su 3 ha cessato l’ attività in questi anni di crisi (più di 4200 imprese). verificare, per il tramite degli accertamenti chiesti al Tribunale Civile e alla Procura della Repubblica, in merito alle responsabilità degli attuali vertici di Mps citati per truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita di aiuti di Stato e delle autorità di vigilanza (Consob e Banca d’ Italia) per omesso controllo». Il Codacons ha quindi chiesto al governo Letta e al ministro dell’ Economia Fabrizio Saccomanni, di informare prontamente la Commissione Europea e di includere nel Piano di ristrutturazione, oltre gli interventi già richiesti dalla Commissione Almunia, anche la sostituzione degli attuali amministratori, non potendosi in alcun modo affidare l’ implementazione del Piano di Ristrutturazione e con esso la gestione di 4 miliardi versati dai contribuenti ad amministratori che, secondo quanto affermato dalla Consob stessa, abbiano rilasciato informazioni «non veritiere o quanto meno omissive» all’ Autorità di vigilanza. in Lombardia, dove si sono iscritte tra gennaio e giugno 2013 più di 1400 procedure di fallimento (1,8 imprese su 1000; +7,5% in un anno). In più della metà dei casi, si tratta di imprese nate tra il 2000 e il 2009 (2,5 imprese su 1000). Dopo la Lombardia, Lazio e Toscana fanno rilevare il dato più alto per nuovi fallimenti in rapporto al numero di imprese attive (in entrambe le regioni 1,5 imprese su 1000 hanno iniziato la procedura di fallimento nei primi sei mesi del 2013). Tra le regioni italiane, la percentuale delle imprese storiche che hanno cessato l’ attività tra il 2008 e il 2012 sale in Calabria e supera la metà delle imprese storiche (53%, circa 250 imprese). In Lombardia, 1 impresa storica su 3 ha cessato l’ attività in questi anni di crisi (più di 4200 imprese).
 

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