24 Agosto 2013

Consob: i nuovi vertici Mps hanno celato il caso Nomura

Consob: i nuovi vertici Mps hanno celato il caso Nomura

Sara Monaci MILANO Botta e risposta ieri tra Codacons e i nuovi vertici del Monte dei paschi di Siena. L’ associazione dei consumatori ha fatto sapere di essere venuta a conoscenza di un esposto che la Consob ha fatto lo scorso febbraio alla procura, accusando il nuovo management di Mps di aver fornito informazioni “non veritiere o quanto meno omissive” in merito al finanziamento dell’ acquisto di Antonveneta e alla presunta operazione in titoli di Stato eseguita dal Monte con Nomura. Per Codacons si tratterebbe di un avvenimento grave, o almeno di una certa rilevanza. Ma dal Monte dei paschi, ieri, sono arrivate comunicazioni che invitavano alla calma: non c’ è nessun fatto su cui indagare, tutto è già stato chiarito, fanno sapere da Rocca Salimbeni. «I procedimenti amministrativi di cui la Banca è parte non riguardano in alcun modo il nuovo management – dice la nota di Mps – La Banca si configura quale mera obbligata in solido al pagamento di sanzioni amministrative che sono state comminate, o saranno comminate, unicamente nei confronti di esponenti della precedente gestione». Inoltre per quanto riguarda l’ esposto della Consob, Mps sottolinea che «dalla procura non è stato considerato rilevante e non risulta alla Banca l’ esistenza di alcuna indagine a carico del nuovo management. Infine Banca Monte dei paschi di Siena non può non rilevare l’ ingiustificata aggressione che prosegue da mesi da parte del Codacons». In effetti ieri fonti investigative senesi hanno fatto sapere che la procura di Siena, pur avendo inserito nelle indagini sull’ operazione Antonveneta il ricorso della Consob, non hanno ritenuto opportuno proseguire le ricerche perché i fatti non hanno rilevanza penale. E per la Consob infine l’ esposto sarebbe “un’ attività di routine”. Insomma, caso risolto già da mesi. Per la Codacons però l’ accaduto merita evidentemente una riflessione. «I fatti contestati nell’ esposto presentato dalla Consob si riferiscono a informazioni fornite da Mps in data 23 aprile 2012, 24 aprile 2012, 10 maggio 2012, 25 giugno 2012, 6 luglio 2012, 20 luglio 2012 e 1°ottobre 2012, relative alla gestione attuale del presidente Alessandro Profumo e dell’ amministratore delegato Fabrizio Viola. La Consob – prosegue la nota dell’ associazione – ha chiesto alla Procura di aprire un’ indagine contro Mps per ostacolo alla vigilanza. Nel secondo documento, anch’ esso rimasto fino a oggi segreto, emerge che la Consob, già a settembre 2012, aveva perfettamente riconosciuto che l’ operazione eseguita da Mps con Nomura poteva nascondere un credit default swap, peraltro senza che la Consob sia tutt’ oggi intervenuta per ingiungere a Mps di correggere il bilancio. I documenti della Consob – insiste l’ associazione dei consumatori – confermano quanto il Codacons ha sempre asserito e ha anche chiesto di verificare, per il tramite degli accertamenti chiesti al Tribunale Civile e alla Procura della Repubblica, in merito alle responsabilità degli attuali vertici di Mps citati per truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita di aiuti di Stato e delle autorità di vigilanza (Consob e Banca d’ Italia) per omesso controllo». Nel mirino di Codacons ci sarebbero però soprattutto i Monti-bond. L’ associazione chiede infatti «al Governo Letta e al ministro dell’ Economia Saccomanni, di informare prontamente la Commissione europea e di includere nel Piano di ristrutturazione, oltre agli interventi già richiesti dalla Commissione Almunia, anche la sostituzione degli attuali amministratori, non potendosi in alcun modo affidare l’ implementazione del piano e con esso la gestione di 4 miliardi versati dai contribuenti». Il braccio di ferro tra Codacons e Mps prosegue da mesi, L’ associazione dei consumatori contesta, nei fatti, la concessione dei Monti-bond. Ora però Profumo e Viola hanno deciso di reagire, sottolineando di voler «tutelare la corretta informativa di mercato e la propria reputazione innanzi alle competenti autorità a fronte della continua ed ingiustificata attività di diffamazione effettuata dal Codacons». Le tensioni sono destinate a proseguire. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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